L’Abruzzo e i suoi cinque simboli

18 Aprile 2024

Geopark, faggete antiche, Perdonanza, Transumanza e alpinismo

L’AQUILA. L’Abruzzo può vantare cinque riconoscimenti in tre diversi campi che testimoniano la storia dell’uomo e l’eccezionalità della natura.
Parliamo dei siti designati dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità. Il riconoscimento Unesco delle antiche faggete, ottenuto nel 2017, rappresenta per l’Italia la prima iscrizione di un patrimonio naturale legato al valore ecologico di rilevanza mondiale.
Nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è possibile ammirare alberi di faggio che dominano il paesaggio. Boschi estesi per chilometri lungo le pendici montane, contraddistinti da una biodiversità unica nell’ecosistema dell’Appennino.
L’Unesco riconosce anche una serie di pratiche e tradizioni culturali di grande importanza per l’umanità, che richiedono protezione e promozione. In Abruzzo abbiamo la Perdonanza Celestiniana, Patrimonio immateriale dal 2019, testimonianza di una tradizione che ha origine nel 1294, quando Papa Celestino V concesse l’indulgenza plenaria a coloro che avrebbero visitato la città dell’Aquila durante l’anno giubilare da lui proclamato. L’evento si rievoca il 28 e il 29 agosto di ogni anno e accoglie migliaia di pellegrini che hanno l’opportunità di ottenere la remissione dei peccati visitando le chiese della città, partecipando all’apertura della porta Santa e confessandosi.
Ma anche l’Alpinismo e la Transumanza sono rientrati dal 2019 nella lista del Patrimonio immateriale Unesco. Il primo comprende una serie di pratiche che sono parte integrante della cultura condivisa sulla conoscenza e la storia delle regioni montuose dell’Abruzzo; la seconda, ha una tradizione che affonda le sue radici nella preistoria e che modella le relazioni tra comunità, animali ed ecosistemi.
E arriviamo al Geoparco della Maiella. Con il suo spettacolare paesaggio, costellato da altissimi rilievi da cui è possibile ammirare persino il mare Adriatico, e con la sua eterogeneità morfologica, il Massiccio della Majella è dal 2021 un membro della Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco. Una vasta area dalla varietà di microclimi, ecosistemi e nicchie ecologiche, che incanta con la sua preziosa biodiversità. (u.c.)