«L’Abruzzo ha perso il 45% dei fondi Pnrr»

Convegno a Ortona. D’Amico: «Rischiamo di avere ospedali senza medici e scuole senza insegnanti»
ORTONA. I dati emersi nel corso dell’incontro organizzato a Ortona, al Polo Eden, dal Pd “Pnrr, attuazione e opportunità per il nostro territorio”, parlano di un Piano nazionale di ripresa e resilienza «da cui sono stati stralciati dal governo oltre 42mila progetti del valore complessivo di 15,9 miliardi di euro. L’Abruzzo ha perso il 44 per cento delle risorse, pari a 511 milioni di euro: la provincia di Teramo 100 milioni, quella di Chieti 182, Pescara 109, L’Aquila 119, con una percentuale che in tutti e quattro i casi oltrepassa il 40 per cento del totale. Tra i progetti definanziati ci sono la sperimentazione per l’idrogeno sulla tratta ferroviaria Sulmona L'Aquila Terni (300 milioni) e la velocizzazione del collegamento ferroviario tra Roma e Pescara (620 milioni)». L’incontro, come ha detto il segretario del Pd di Ortona, Franco Musa, «serve per analizzare gli effetti del Pnrr sul territorio». Il senatore Michele Fina, tesoriere nazionale del Pd, ha sottolineato: «È stato il governo, perdendo tempo, a generare molte delle condizioni che oggi ci costringono ad una revisione del piano». Per il senatore Alessandro Alfieri, responsabile nazionale Pnrr del Pd, «il governo Meloni ha dimostrato ancora una volta di non capire quanto siano strategici i Comuni nell’attuazione del Pnrr». Per Luciano D’Amico, candidato alla Presidenza della Regione per il Patto per l’Abruzzo, «i recenti tagli del governo su scuola e sanità introducono il tema di una criticità nella programmazione, una necessità che spetta anche alla Regione tutelare attraverso l’interlocuzione con l’esecutivo nazionale, e che non può che riguardare il Pnrr. Rischiamo di avere ospedali senza medici, scuole senza insegnanti, un’occasione di rilancio per l’Abruzzo che rischiamo di non cogliere». Carmen Ranalli, delegata al Pnrr del Pd Abruzzo, ha ricordato che «la parità di genere rappresenta una delle 3 priorità trasversali del Pnrr in termini di inclusione sociale, con l’occupazione giovanile e il Mezzogiorno, ma deve tenere conto della limitatezza dei fondi e dello stato di attuazione».

