«L’Abruzzo non ci ha dimenticati»

Famiglia di emigrati in Belgio commossa dall’omaggio a Marcinelle
SAN GIOVANNI TEATINO. Ogni anno passano il periodo estivo, e non solo, sulla spiaggia di Pescara per tornare dai loro parenti di San Giovanni Teatino. Questa volta, quando si sono ritrovati tra le mani il libro “La nostra Marcinelle – Voci al femminile” di Martina Buccione uscito in omaggio con il Centro, il loro pensiero è subito tornato indietro nel tempo, a loro padre, morto di recente a 92 anni, che nel 1951 partì alla volta del Belgio in virtù del contratto stipulato dal governo italiano con quello belga, per andare a lavorare in miniera e alla loro infanzia vissuta nelle baracche insieme agli altri familiari dei minatori italiani.
Proprio rivedere le foto delle baracche all'interno di quel libro ha provocato una forte emozione in Albara e Arnaldo Aceto, rispettivamente 62 e 68 anni (due di sei fratelli), che ogni giorno passano la giornata al mare nello stabilimento La Playa di piazza Le Laudi. Proprio lo storico proprietario Sandro Lemme ha fatto omaggio di diverse copie del volumetto ai suoi ospiti belgi. Il loro papà lavorò per più di venti anni all'interno di una miniera nella zona di Liegi. «Ci chiamavano “le facce nere” in Belgio», raccontano i due fratelli, «a San Giovanni Teatino abbiamo zii, cugini e nipoti. Ci ha molto emozionato rivedere e rivivere la nostra storia raccolta in questo libro e quello che c'è scritto è la verità. In quelle baracche noi italiani vivevamo tutti insieme, i belgi erano persone meno calorose rispetto a noi. Siamo contenti che Pescara e l'Abruzzo non dimentichino la storia degli emigrati e dei loro figli». Anche se all'inizio fu dura la vita da emigranti (i cartelli vietavano anche l'ingresso nei locali serali), c'è molta riconoscenza per il Belgio: «Il Belgio ci dato tutto: il lavoro, la famiglia e tutto il resto. Diciamo che il Belgio è la nostra casa e il nostro cuore è l'Italia».
Loris Zamparelli
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