L’Abruzzo ricorda i morti di Marcinelle «Ferita che si riapre»

8 Agosto 2024

Di Pietrantonio: «Quei ragazzi hanno costruito l’Europa» Commemorazioni a Manoppello e in tutti i paesi coinvolti

MANOPPELLO. «Non dimenticare i morti di Marcinelle è importante per tutti, non solo per i familiari delle vittime. Quei ragazzi hanno costruito l’Europa con il loro sangue. Ogni anno che passa è una ferita che si riapre perché di quella tragedia, che io chiamo eccidio, non si è mai saputa la verità. Lì sotto ci sono ancora i corpi di tanti sconosciuti, sepolti tra polvere e carbone». È un dolore che «non si rimargina mai» quello di Nino Domenico Di Pietrantonio, presidente dell'associazione “Minatori vittime del Bois du Cazier”, che quel maledetto 8 agosto 1956 aveva 11 anni. Era un fanciullo, e viveva con la famiglia nelle casette dei minatori, quando seppe della morte del padre Emidio, all'epoca 40enne; del cognato del padre, Modesto Martinelli e di due nipoti della moglie di Emidio, Grazia Toppi, Pantaleone e Sante, 35 e 27 anni, tutti risucchiati dalla miniera, a 1.035 metri di profondità, che ha spezzato la vita di 262 lavoratori provenienti da 12 Paesi (Russia, Grecia, Polonia, Francia, Olanda, Austria, Inghilterra, Algeria, Ucraina, Ungheria, oltre a Belgio e Italia), tra cui 136 italiani, 60 abruzzesi, 22 provenienti da Manoppello per questo considerata “Città Martire”. Il più giovane, un belga, aveva 14 anni. Diciannove anni l'abruzzese più giovane, Rocco Ceccomancini, di Turrivalignani, il cui corpo è stato riconosciuto di recente grazie al Dna della cugina Franca Evangelista. La vittima più “anziana” aveva 50 anni, 14 ancora gli “inconnu”.
Oggi, 68 anni dopo il disastroso incendio al Bois du Cazier, si tengono commemorazioni nelle località che hanno pianto i loro figli: Manoppello, Lettomanoppello, Turrivalignani, Serramonacesca-Passolanciano. Il sindaco di Manoppello, Giorgio De Luca, come ogni anno sarà in Belgio, con l’assessore Roberto Cavallo e la consigliera comunale Giuseppina Ilario, per partecipare alle celebrazioni promosse a Charleroi, nel sito delle ex miniere del Bois du Cazier, oggi centro studi e museo, cui prenderanno parte autorità italiane ed europee, ospiti della direttrice Colette Ista. Prevista anche l’esibizione di Lara Molino, cantautrice abruzzese ed autrice del singolo “8 agosto 1956” dedicato ai caduti di Marcinelle che proprio lo scorso anno aveva lanciato in anteprima dalla piazza di Manoppello, girando il video del brano tra i vicoli e le piazze cittadine e le miniere della Maiella.
A Manoppello sarà il vicesindaco Giulia De Lellis a presiedere le cerimonie, dalle ore 8.10, con la lettura dei nomi dei caduti abruzzesi e la deposizione della corona d’alloro al monumento che ricorda i minatori. Testimonieranno Lucia Romasco, moglie di una delle vittime, e altri familiari raccolti intorno all’associazione “Marcinelle per non dimenticare” presieduta da Davide Castellucci. Alle 9 è prevista la visita alla cappella “Vittime di Marcinelle” ospitata nel cimitero comunale, vicino alla basilica del Volto Santo. Le celebrazioni sono promosse dal Comune in collaborazione con il Centro studi Marcinelle, l’Oratorio San Nicola e la Pro loco e si svolgeranno alla presenza dei rappresentanti dello Stato, delle autorità regionali e locali, dei sindaci dei comuni colpiti e di sindacati e associazioni.
A Lettomanoppello, dalle 10.15, deposizione di corone d'alloro in piazza Marcinelle, in largo Assunta dove si trova, custodito in una teca il pezzo di carbone intriso di sangue di un minatore sconosciuto e al monumento di Passolanciano a 1.035 metri d'altezza.
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