L’Abruzzo rimane in arancione Delta sparita, solo casi Omicron

12 Febbraio 2022

Parametri da giallo, ma il ministero “punisce” ancora la Regione perché invia dati incompleti

L'Abruzzo resta in zona arancione. Se le terapie intensive sono ormai da quasi due settimane al di sotto dei livelli di guardia, i ricoveri ordinari continuano a superare la soglia limite. Ma dal nuovo monitoraggio settimanale emerge ancora una volta che a pesare sulla classificazione della regione, considerata a "rischio alto", non sono tanto gli indicatori relativi alle ospedalizzazioni, quanto, piuttosto, le difficoltà riscontrate nella capacità di monitoraggio, con i dati trasmessi al ministero della Salute che restano al di sotto della soglia di qualità prevista. Mentre la curva del contagio è in discesa e anche i ricoveri diminuiscono, dagli ultimi studi emerge che in Abruzzo la variante Delta è sparita: i nuovi casi sono tutti riconducibili alla Omicron.
OMICRON ESCLUSIVA. La contagiosissima variante individuata per la prima volta in Sudafrica, responsabile in Abruzzo di oltre centomila casi in poco più di un mese, raggiunge una prevalenza del 100%. Lo rileva l'indagine rapida condotta dall'Istituto Superiore di Sanità e dal ministero della Salute, insieme ai laboratori regionali e alla fondazione Bruno Kessler, sui positivi dello scorso 31 gennaio.
In particolare, su 1.231 nuovi casi positivi al tampone molecolare, sono stati 51 quelli sequenziati a campione. Dalle attività condotte dal laboratorio di Genetica molecolare - Test Covid-19 dell'Università D'Annunzio di Chieti e dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Teramo è emerso che tutti i campioni sono riconducibili alla variante Omicron. Nessun caso, dunque, è dovuto alla più aggressiva variante Delta, che è stata completamente sopraffatta. Se Omicron, a livello nazionale, è in media al 99,1%, l'Abruzzo è una delle undici regioni a raggiungere il 100%.
Considerato che, nonostante l'altissima trasmissibilità, la variante sembra essere meno pericolosa, potrebbe esserci la sua rapida diffusione, unita all'efficacia dei vaccini, all'origine del calo dei ricoveri in terapia intensiva.
ZONA ARANCIONE. Intanto il monitoraggio settimanale dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, relativo al periodo dal 31 gennaio al 6 febbraio e aggiornato a giovedì, conferma la permanenza dell'Abruzzo in zona arancione. Il fatto che uno dei tre indicatori decisionali, cioè il tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva, ora al 15,6% a fronte di una soglia del 20%, sia al di sotto dei valori limite ormai da quattordici giorni, non consente comunque il rientro in zona gialla. I ricoveri ordinari al 37% (soglia 30%) restano oltre i limiti, così come l'incidenza settimanale dei contagi per centomila abitanti.
A pesare, nel report dell'Iss e del ministero, è quella che viene definita "allerta di resilienza": la capacità di monitoraggio - ovvero i sistemi di sorveglianza e di tracciamento e la raccolta dei dati - sono al di sotto delle soglie di qualità richieste. Mentre i nuovi casi e i focolai sono in calo, l'indice Rt in aumento (è a 1.04) è da considerarsi infatti "poco affidabile". La classificazione complessiva viene giudicata "non valutabile" e viene quindi "equiparata a rischio alto", come accade da "tre o più settimane consecutive". In ogni caso, con le nuove regole disposte a livello nazionale a prescindere dalle fasce di colore, la permanenza in arancione non prevede restrizioni per le persone vaccinate. Chi non si è sottoposto a vaccinazione, invece, non può lasciare il proprio comune se non per lavoro, salute o necessità.
NUOVI CASI. I nuovi casi accertati nelle ultime 24 ore sono 1.872. Del totale, 926 sono emersi dall'analisi di 6.111 tamponi molecolari e 946 sono stati identificati attraverso test antigenico rapido. Il tasso di positività, calcolato sulla somma tra le due tipologie di tampone, è pari al 9,86%. Dei nuovi positivi, il più giovane è un bambino di un mese della provincia dell'Aquila e il più anziano è una donna di 98 anni del Pescarese.
Le località con più nuovi casi sono Pescara (120), L'Aquila (112), Avezzano (75), Teramo (70), Vasto (67), Chieti (65) e Montesilvano (57). A livello provinciale l'incremento più consistente si registra nel Chietino (+542), seguito dall'Aquilano (453) e dal Teramano (442); chiude il Pescarese con 366 nuovi casi.
RICOVERI. Ancora una volta è altissimo il numero dei guariti, che nelle ultime ore sono 3.569. Di conseguenza scendono rapidamente gli attualmente positivi al virus: sono ora 107.931 (-1.704). I ricoveri, dopo giorni caratterizzati da una crescita costante, registrano un lieve calo e passano dai 543 di giovedì ai 536 di ieri: 508 pazienti, cioè sette in meno, sono in ospedale in area medica e 28 - dato invariato al netto di un nuovo accesso - sono in terapia intensiva. Gli altri 107.395 attualmente positivi sono in isolamento domiciliare (-1.697).
Si registrano cinque decessi recenti. Due sono risalenti ai giorni scorsi e sono stati comunicati solo oggi dalle Asl. Gli altri tre riguardano una 76enne di Roseto degli Abruzzi, un 85enne dell'Aquila e una 88enne di Giulianova. Il bilancio delle vittime sale a 2.869.