L’Abruzzo sarà zona rossa Chiusure fino al 3 dicembre

Il Comitato tecnico scientifico vuole restrizioni per evitare il collasso delle strutture sanitarie Possibile stop alle lezioni nelle scuole elementari e medie. Entro oggi l’ordinanza di Marsilio
PESCARA. Abruzzo regione rossa fino a giovedì 3 dicembre, con la sospensione di tutte le attività ritenute non necessarie (quelle già interessate dal lockdown di marzo) e spostamenti fortemente limitati anche all’interno di uno stesso comune.
L’ordinanza potrebbe essere firmata dal presidente Marco Marsilio già nella serata di oggi ed entrare in vigore domani o al massimo mercoledì.
Resta il nodo sulle scuole: il Comitato tecnico scientifico ha votato a maggioranza la chiusura di tutti gli istituti di ogni ordine e grado, mentre l’attuale Dpcm impone, anche nelle zone rosse, lo stop all’attività in presenza solo per seconda e terza media e per le superiori.
DOMENICA DI RIUNIONI. Gli incontri, tra gli esperti prima e con le rappresentanze politiche della Regione poi, si sono susseguiti fino alla serata di ieri. Ha iniziato il Comitato tecnico scientifico composto da esperti di varie discipline. Per il Cts l’attuale andamento dei contagi desta «fortissime preoccupazioni» in particolare per «la tenuta del sistema sanitario regionale». Gli ospedali sono vicini al collasso per l’alta mole di lavoro dovuta all’afflusso dei pazienti Covid. Mole di lavoro che rischia di non garantire adeguata assistenza a coloro che presentano tutta una serie di altre patologie. Il Cts ha quindi suggerito all’unanimità «l’istituzione di una zona rossa in tutto l’Abruzzo», bocciando di fatto quelle che erano le indiscrezioni delle ultime ore su possibili provvedimenti restrittivi esclusivamente in determinati comuni abruzzesi. «La catena dei contagi è troppo estesa e i focolai sono presenti in tutti i territori, soprattutto negli ambiti familiari», spiegano gli esperti. A seguire ci sono state riunioni tra il Comitato tecnico scientifico, il presidente Marsilio e i componenti della giunta regionale. Infine l’incontro tra i capigruppo in Regione. Oggi un altro giro di consultazioni tra gli amministratori, le associazioni di categoria, i rappresentanti del mondo scolastico, l’Anci Abruzzo (Associazione nazionale comuni italiani) e i prefetti delle quattro province. L’obiettivo è arrivare alla stesura dell’ordinanza entro stasera. Ordinanza che dovrà essere quindi ratificata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, per entrare in vigore tra domani e mercoledì. Il governo, in questo caso, dovrebbe garantire le necessarie coperture finanziarie per i ristori a tutte le attività sospese per più di due settimane.
PARLA MARSILIO. «La zona rossa ci è stata proposta dal Comitato tecnico scientifico», spiega il governatore Marsilio, raggiunto in serata dal Centro, «domani (oggi per chi legge, ndr) completeremo il confronto e decideremo. Per quanto riguarda le scuole c’è una richiesta non unanime per una chiusura generalizzata».
LE SCUOLE. Sul tema scuole, come da dichiarazioni di Marsilio, non vi è piena intesa tra gli esperti. Il Comitato tecnico scientifico, a maggioranza, chiede lo stop alle lezioni anche per materne, elementari e medie. Richiesta che trova d’accordo gran parte del fronte politico della giunta Marsilio. Provvedimento più restrittivo, dunque, rispetto a quanto contemplato dall’ultimo Dpcm del premier Giuseppe Conte. Decreto nazionale che impone la didattica in presenza per materne, elementari e prima media (mascherina obbligatoria per gli alunni), con lezioni online dalla seconda media in poi e per le scuole superiori (licei e istituti professionali). Se dovesse prevalere l’indirizzo degli esperti, quindi la chiusura delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado, l’ordinanza avrebbe valore fino al 3 dicembre. C’è pure la seconda strada proposta dal direttore del Dipartimento sanità della Regione Abruzzo, Claudio D’Amario. Qualora le scuole dovessero restare aperte fino alla prima media, D’Amario chiede la sospensione dei servizi mensa negli istituti. Proprio le pause pranzo nelle scuole, quando gli alunni non sono tenuti a indossare le mascherine, sarebbero fonte di contagio.
VERSO IL NATALE. Secondo gli esperti, la zona rossa fino al 3 dicembre dovrebbe ridurre la curva dei contagi e garantire un po’ di respiro durante le festività natalizie (soprattutto, si spera, sul fronte economico). Ma non sarà un libera tutti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

