L’Abruzzo si tinge d’azzurro: la festa esplode ovunque

Dall’Aquila a Pescara, da Chieti a Teramo cori e bandiere Una notte magica che ha per tutti il sapore della rinascita
PESCARA. Dall’infarto per la roulette dei rigori alla gioia infinita della vittoria passa appena un attimo. Ed è un’esplosione di felicità che contamina l’Abruzzo, da Martinsicuro a San Salvo, da Pescara all’Aquila, da Chieti a Teramo. Dal più piccolo dei paesi al più sperduto. Dal più montano al più marino.
La notte azzurra di Wembley ha il gusto fantastico della rinascita. È l’intero Abruzzo che rialza la testa per festeggiare le prodezze di Donnarumma, Chiellini, mister Mancini e, soprattutto, di uno di noi, Marco Verratti, che da Manoppello è salito fino alla vetta d’Europa in una notte magica da assaporare fino all’ultima goccia dopo mesi di paure, lutti e speranze, per una maledetta pandemia che solo un calcio, anzi il grande calcio degli azzurri, riesce a spazzare via. Per una notte almeno è così. QUI L’AQUILA. Un’esplosione di gioia. Fuochi d’artificio in periferia, caroselli di auto in centro storico e Fontana luminosa illuminata di tricolore. Anche i parroci suonano campane a festa: accade a Roio, Pizzoli e Marruci. La lunga notte azzurra dell’Aquila, dopo la grande trepidazione, fino all'ultimo rigore, ribolle di entusiasmo. Una lunga attesa per i tifosi che si danno appuntamento in centro per la visione collettiva della finalissima dei campionati Europei. Maxischermi (per iniziativa privata) allestiti in piazza San Biagio, piena di gente.
A piazza Duomo, invece, dove il Comune non predispone il maxischermo per evitare un’ulteriore occasione di assembramento, i tifosi si ritrovano davanti a due televisori. Un’altra tv ai Quattro cantoni esalta le gesta azzurre. L’entusiasmo diventa dilagante.
Ad Avezzano grande adunata in piazza Risorgimento: tutti davanti al maxischermo, soprattutto i giovani, in un’altalena di emozioni. Sventolio di bandiere, cori, abbracci collettivi sono le immagini della festa. Clacson e trombette scandiscono il giro d’onore della piazza da parte dei tifosi impazziti di gioia. Anche Sulmona fa festa fino a notte fonda in piazza Garibaldi e nelle altre zone centrali della città.
QUI PESCARA. Fuochi d’artificio, clacson e cori: la festa esplode a Pescara. La Nave di Cascella è letteralmente presa d’assalto da centinaia di giovanissimi tifosi che, tra fumogeni e tricolori, saltano e fanno cori da stadio. A petto nudo, senza mascherine: la riviera è un fiume di gente che a piedi, in motorino, in bicicletta arriva da ogni parte. L’onda umana parte dalla periferia dove esplodono i primi fuochi d’artificio e prosegue con clacson, canti e macchine cariche di persone e bandiere. È un fiume che scorre incontenibile che le forze dell’ordine provano a rallentare deviando il traffico e bloccando gli ingressi delle auto da via Muzii e via De Amicis a nord, e da via Galilei a sud. Ma il flusso non si ferma e le code si ingrossano perché la voglia di festeggiare è infinita. Gli assembramenti, le mascherine, i contagi, ora sembrano appartenere a un’altra vita. Come se la vittoria, questa vittoria dell’Italia, fosse il riscatto di un anno e mezzo di paure e solitudini. Siamo campioni.
QUI CHIETI. La festa esplode a pochi minuti dalla mezzanotte. Caroselli in strada e bandiere tricolore sventolano sulle strade di Chieti. È una di quelle notti magiche da ricordare e da celebrare: allo Scalo risuonano i clacson, in viale Benedetto Croce traffico in tilt, gente in strada anche con i camion. L’epicentro dei festeggiamenti è la zona della stazione. Ma tutta la città è pazza degli azzurri campioni d’Europa. Gente anche alla fontana di piazza Valignani. Spuntano anche striscioni e fumogeni con i tifosi del Chieti che, dopo aver celebrato nelle scorse settimane il salto di categoria del club, si esaltano per la vittoria dell’Italia di Roberto Mancini. Ma la gioia esplode in tutta la provincia. Scene di festa si rincorrono nelle varie città, da Lanciano a Vasto. Proprio a Lanciano corso Trento e Trieste è stato invaso dai tifosi. Fino ad Ortona, dove la zona di Porta Caldari, alle porte del Corso, è stata invasa da ragazzi, trombette, fumogeni, bandiere, colpi di clacson e cori che hanno acceso la lunga notte azzurra.
QUI TERAMO. Bandiere col Tricolore e magliette azzurre hanno invaso i paesi, piazza Martiri e tutto il centro storico di Teramo, ma anche l’intera riviera affollata di decine di migliaia di turisti, esplode in una festa dilagante per la vittoria tanto sofferta quanto fantastica dell’Italia. La folla incontenibile ha ignorato praticamente ovunque il distanziamento, nonostante gli accorati appelli all’attenzione. In provincia grande festa davanti all’unico maxischermo, quello di Campli, dove è stato organizzato un sistema di sicurezza per garantire il rispetto delle norme anti-Covid tra i circa 300 prenotati in piazza Vittorio Emanuele II. Una festa memorabile.
(dalle redazioni: Enrico Nardecchia, Simona De Leonardis, Alfredo Sitti e Luca Tomassoni)

