«L’Abruzzo tradito per tre volte» D’Alfonso attacca il centrodestra

22 Febbraio 2024

L’AQUILA. «Tre tradimenti». Così il deputato Pd Luciano D’Alfonso definisce la vicenda dei fondi per l’infrastruttura ferroviaria al centro della campagna elettorale. «Sono almeno tre i tradimenti...

L’AQUILA. «Tre tradimenti». Così il deputato Pd Luciano D’Alfonso definisce la vicenda dei fondi per l’infrastruttura ferroviaria al centro della campagna elettorale. «Sono almeno tre i tradimenti che questa giunta ha perpetrato nei confronti dell’Abruzzo, tradimenti doppi perché consumatisi nel silenzio complice di Marsilio e dei suoi accoliti, che non hanno osato protestare per non disturbare il manovratore», scrive D’Alfonso.
«PRIMO TRADIMENTO»
«Sul taglio di 1 miliardo 465 milioni», argomenta, «operato nell’estate scorsa dal governo Meloni al raddoppio della ferrovia Pescara-Roma non una sola voce del centrodestra si è levata dall’Abruzzo per contestare questo colpo durissimo all’infrastruttura da realizzare, per la quale adesso sono necessari almeno 6 miliardi 305 milioni. La mancetta di 700 milioni che la Meloni è venuta a sbandierare all’Aquila fa ridere per l’entità irrisoria della somma rispetto al reale fabbisogno, ma fa anche piangere di rabbia perché la premier ha fatto finta di regalarci ciò che era già nostro: i Fondi di sviluppo e coesione. Il governo con una mano ci toglie e con l’altra ci dà ciò che già ci spettava».
«SECONDO TRADIMENTO»
«Nella Legge di bilancio approvata dal governo Meloni», aggiunge il deputato Pd, «ben 350 milioni – 150 nel 2024 e 200 nel 2025 – sono “volati” dall’alta velocità sulla linea ferroviaria adriatica a quella sulla tratta Milano-Genova. Stiamo parlando di risorse strategiche per l’Abruzzo, che erano arrivate grazie all’inserimento del nostro territorio nella rete transeuropea di trasporto Ten-T, un traguardo fortemente voluto e ottenuto dalla giunta di cui sono stato presidente (2014-2019)».
«TERZO TRADIMENTO»
Per D’Alfonso, «la revisione del Pnrr del governo Meloni e approvata dall’Ue a novembre scorso è esiziale per l’Abruzzo, poiché toglie al territorio 555,4 milioni, annullando ben 1.861 progetti. In realtà la cifra complessiva ammonta a 629 milioni, in quanto diversi enti intendevano cofinanziare le opere. Le misure definanziate riguardano 4 settori: messa in sicurezza del territorio, miglioramento dell’illuminazione pubblica ed efficientamento energetico degli edifici (1.723 progetti per circa 392 milioni); riqualificazione del contesto sociale e ambientale delle città (69 progetti per 165 milioni); miglioramento dei servizi nelle aree interne (55 progetti per 39,4 milioni); valorizzazione dei beni confiscati alle mafie (13 progetti per 8,5 milioni). È furfantesco dire che alcuni di questi progetti verranno finanziati coi Fondi di sviluppo e coesione (Fsc): avevamo 2 salvadanai (Pnrr e Fsc) e ce ne hanno tolto uno (Pnrr) che non ci verrà restituito. La giunta regionale vale come il 2 di coppe nel panorama politico nazionale». (e.n.)