L’Aca ammessa al concordato

Il tribunale accoglie il piano dell’azienda che gestisce l’acqua, inizia la fase verso la salvezza
PESCARA. Inizia da oggi la fase di risalita dell’Aca, l’azienda che gestisce il servizio idrico per 64 Comuni divisa tra un debito di oltre 100 milioni di euro e un credito di oltre da 77. Il tribunale in composizione collegiale presieduto da Anna Fortieri ha ammesso il concordato preventivo dell’azienda guidata da Enzo Di Baldassarre dichiarando così aperta la procedura e rinviando alle prossime udienze, la prima sarà il 28 aprile alle 9.30, la convocazione dei creditori. Nel decreto del tribunale sono riassunte le voci dei creditori, vengono indicati tempi e rate e come saranno reperite le risorse necessarie per sostenere il piano che avrà durata di cinque anni.
Un primo passo verso una boccata d’ossigeno dell’azienda la cui domanda per il concordato, a cui ha lavorato un pool di professionisti tra cui l’avvocato Sergio Della Rocca e il commercialista Andrea Di Prinzio, era stata accolta con un provvedimento pilota perché, caso raro, un’azienda pubblica accedeva a un concordato in continuità aziendale. Alcuni debiti dovranno essere pagati integralmente come nel caso di quelli verso i dipendenti, Equitalia, i professionisti, gli artigiani e gli enti previdenziali e assistenziali che arrivano alla cifra di circa 11 milioni. La fetta più grossa, invece, riguarda i chirografari, ovvero circa 95 milioni di euro verso banche e fornitori che saranno pagati, nella proposta, al 60.38%. Complessivamente, così, del debito di circa 106 milioni di euro l’Aca, sempre in base allo schema di massima, ne pagherà quasi 70 con una sorta di risparmio, di abbattimento concordatario di circa 37 milioni.
Per rispettare il piano e quindi andare verso la salvezza l’azienda non solo continuerà a lavorare ma dovrà attenersi ad alcuni punti che ha proposto e che sono stati accolti: «Il pagamento delle spese per assicurare la continuità aziendale», come ricorda il decreto del tribunale, «la ristrutturazione dell’azienda con la realizzazione di alcune economie e la rimodulazione dei costi di produzione, lo scioglimento del project financing del depuratore di Pescara e la riscossione dei crediti verso i clienti attraverso le procedure di recupero». Nel decreto sono state già definite alcune rate dei pagamenti che partiranno da un anno dall’omologa – la prossima tappa per l’Aca – e saranno divise in tre rate quadrimestrali mentre a vigilare sul piano è stato confermato il commissario giudiziale Guglielmo Lancasteri. La prossima udienza è stata fissata al 28 aprile quando inizieranno ad essere chiamati i creditori ma, con l’ammissione di ieri, inizia la nuova fase per l’azienda che nei prossimi anni dovrà destreggiarsi tra il rispetto rigoroso del piano e la continuità aziendale.
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