«L’Aca ha chiuso, intervenga il sindaco»

4 Aprile 2019

Il segretario provinciale di Rifondazione contro l’Azienda che da lunedì non ha più lo sportello in città

MONTESILVANO. Protesta il segretario provinciale di Rifondazione comunista, Corrado Di Sante, contro la chiusura dello sportello dell’Azienda consortile acquedottistica (Aca) a Montesilvano. «Forse qualcuno ha pensato fosse un pesce di aprile», scrive Di Sante, «ma lunedì lo sportello Aca di Montesilvano ha chiuso per davvero. L’Aca Spa lo ha comunicato con un laconico comunicato senza alcuna spiegazione, senza l’indicazione di tempi. Il messaggio è chiaro i cittadini si arrangino e vadano a Pescara».
Da mesi a Montesilvano, come nella maggior parte del comprensorio acquedottistico gestito da Aca Spa le bollette arrivano con enorme ritardo oppure non arrivano affatto, costringendo i cittadini a recarsi allo sportello per recuperare la propria bolletta ed evitare more. «Ora a Montesilvano non sarà più possibile. La chiusura nei mesi passati, senza soluzione finora, ha riguardato anche lo sportello di Scafa, Penne e Atri. Lo sportello Aca di Montesilvano era l’unico punto di riferimento non solo per le migliaia di utenze dei montesilvanesi, ma anche per tutti i cittadini della Val Fino e della Vestina». Una situazione, secondo il segretario Rc, «indecente». «La malagestione e lo sperpero di denaro pubblico, da anni denunciato da Rifondazione e movimenti, hanno determinato la condanna in primo grado dell’ex presidente Ezio De Cristofaro e dell’attuale direttore tecnico Lorenzo Livello; senza dimenticare che Aca è un’azienda in concordato preventivo. Se la responsabilità penale è in capo ai singoli, la responsabilità politica è in capo ai sindaci che in questo decennio hanno avallato presidenti e consigli di amministrazione più attenti ad elargire consulenze che a far funzionare l’azienda acquedottistica». Quindi Di Sante chiede quali sono le ragioni che hanno portato alla chiusura dello sportello Aca di Montesilvano. E come e in che tempi Aca Spa intende riaprire lo sportello ai cittadini.
«Chiediamo all’attuale giunta e al sindaco Francesco Maragno di intervenire con fermezza: il Comune è socio di Aca Spa», conclude Di Sante. «Se fosse necessario deve mettere a disposizione locali comunali ed eventuali risorse, per tamponare le mancanze dell’azienda acquedottistica. Nel 2011 abbiamo vinto un referendum per la ripubblicizzazione e per una gestione trasparente del servizio idrico, ma centrodestra e Pd bloccano la normativa anti-carrozzoni».