L’Aca: «La crisi idrica non finirà presto»

14 Novembre 2021

Anche ieri disagi in centro. La presidente Brandelli: le piogge non bastano per ricaricare le sorgenti, l’emergenza proseguirà

PESCARA. Si annunciano «meno chiusure dei serbatoi e meno riduzioni idriche», per i prossimi giorni. Un piccolo «miglioramento» nell’emergenza idrica che interessa da mesi diversi comuni della provincia c’è stato, quindi, grazie alla pioggia degli ultimi giorni. Ma la pioggia non è sufficiente, fanno sapere dall’Azienda consortile acquedottistica. E a Pescara, anche in pieno centro, i disagi continuano. «Il miglioramento c’è ed è graduale», dice la presidente Giovanna Brandelli annunciando che l’acqua continuerà a mancare ma che «in alcune zone sono previste solo delle riduzioni e non delle chiusure» e che la scorsa settimana sono state «programmate delle chiusure che poi non è stato necessario attuare». Le piogge dei giorni scorsi non sono state sufficienti «a ricaricare le sorgenti», spiega ancora, ed è normale che sia così. E poi il problema di quest’anno arriva da lontano: in questo periodo, cioè, si stanno pagando le conseguenze del passato. L’inverno 2019-2020 è stato «terribile», dal punto di vista climatico. Niente neve e niente pioggia si traducono in crisi idrica e rappresentano di per sé un problema enorme la cui portata si moltiplica se si considera che la pandemia ha causato un maggiore consumo. Già, perché l’utilizzo dell’acqua è aumentato in maniera esponenziale, con il Covid, e il segno più si è cominciato a sentire a marzo del 2020, quando è iniziato il lockdown. In questi mesi si sta manifestando lo stesso fenomeno, e «non sembra che si possa sperare nel ripristino del benessere climatico». Si spera, quindi, in pioggia e neve ma gli effetti veri si sentiranno solo a lungo termine, «da un anno all’altro», e d’altronde «ora stiamo percependo gli effetti di quanto accaduto l’anno scorso».
I disagi si sono fatti sentire parecchio, a Pescara. È accaduto perché, «essendoci poca acqua, si è deciso di ridurre la pressione: con una pressione inferiore, le perdite diminuiscono» e quello delle perdite è il grande problema della rete Aca. Proprio su questo, cioè sulla progettazione del rifacimento della rete, sta lavorando l’azienda in questo periodo. I fondi non ci sono ancora, si spera di accedere a quelli del Pnrr, per cui si stanno mettendo a punto i progetti «in attesa che escano i bandi», per farsi trovare preparati.