L’addio a Marrone celebrato dal figlio

TORRE DE’ PASSERI. «Papà era una persona d’azione che amava dire grazie. Oggi grazie lo dico a te, papà, per avermi insegnato l’umiltà, a fare il mio dovere fino in fondo, a perdonare e non avere...
TORRE DE’ PASSERI. «Papà era una persona d’azione che amava dire grazie. Oggi grazie lo dico a te, papà, per avermi insegnato l’umiltà, a fare il mio dovere fino in fondo, a perdonare e non avere rancore». Commosso e grato, nel difficile, duplice ruolo di figlio e parroco, le parole affettuose di don Luigi rivolte dal pulpito al padre Mario Marrone, storico vigile urbano di Torre de’ Passeri, morto lunedì scorso a 68 anni, dopo una breve malattia. Ieri mattina il rito funebre, nella chiesa gremita della Beata Vergine Maria delle Grazie, officiato da monsignor Tommaso Valentinetti, arcivescovo della diocesi di Pescara-Penne affiancato da don Massimo Di Lullo e una trentina di altri sacerdoti. «Quando si arriva al limitare delle sofferenze», ha detto il vescovo, «non vorremmo guardarle e allora c’è solo da cambiare prospettiva. Piangiamo per questo fratello che ha vissuto una vita dentro una storia, per questa comunità».
Lo sguardo e l’orgoglio di mamma Anna Maria Mastrodicasa, moglie del vigile scomparso, tutto per quel figlio, don Luigi, parroco di Arsita e Bisenti, che al padre chiuso nella bara di mogano chiaro ricoperta di rose bianche, promette: «Mamma e io continueremo nel tuo esempio». Applausi e lacrime. In prima fila, il sindaco di Torre de’ Passeri, Giovanni Mancini al fianco dei colleghi dei due comuni del Teramano, Catiuscia Cacciatore e Renzo Saputelli, e il comandante dei carabinieri della stazione di Torre, Alessio D’Alfonso. Una lunga carriera, quella di Marrone, prima come messo comunale e poi come vigile. Mancini: «L’amministrazione ti è grata per il lavoro svolto con attaccamento, umiltà e nobile dedizione».

