L’addio della città a Baldacci

20 Settembre 2018

Al funerale del pittore, artisti ed esponenti della cultura, ma nessun politico

PESCARA. La lettera della moglie Maria letta ieri pomeriggio in chiesa dall’attrice Franca Minnucci ha rappresentato forse il momento più commovente dell’addio a Luigi Baldacci, l’artista pescarese morto a 81 anni. Nella chiesa della Stella Maris di via Scarfoglio, dove Baldacci abitava, è arrivata una larga rappresentanza del mondo culturale, artisti, amici e colleghi che si sono stretti alla famiglia di Baldacci, alla moglie Maria, ai figli Alberto e Igor e al nipote Licio Di Biase, insieme con gli abitanti del quartiere dove Baldacci era molto conosciuto. In onore del suo passato, un esponente dell’associazione Marinai ha letto la preghiera del marinaio. Assenti invece, come ha notato con amarezza il nipote Licio Di Biase, esponenti di Palazzo di città dove hanno dimora i pannelli monumentali sulla storia di Pescara realizzati dal pittore tra il 1968 e il 1971 e in passato al centro di lungo ostracismo. Ma a fine serata la nota del sindaco Alessandrini di rientro da Roma: «Con Luigi Baldacci se ne va un artista visionario, tanto appassionato della sua città da raffigurarne la storia, impressa nelle opere esposte sulle volte della sala consiliare. Pescara perde un cultore della memoria, ma anche un artista poliedrico. Alla famiglia il cordoglio dell’amministrazione».