L’addio di popolo a Bud Spencer

Folla per l’ultimo saluto all’attore. Terence Hill: mi ricordava sempre che non avevamo mai litigato
ROMA. Un grandissimo applauso ha salutato l'ingresso del feretro nella chiesa degli Artisti in Piazza del Popolo a Roma dove, ieri mattina, si sono celebrati i funerali di Carlo Pedersoli, l'attore Bud Spencer, morto lunedì scorso all’età di 86 anni. Ad accogliere il feretro è stato il coro “Bulldozer, Bulldozer” intonato dalle centinaia di fan presenti e la celebre canzone “Dune Buggy” degli Oliver Onions, dal film “Altrimenti ci arrabbiamo”.
Tra i primi ad arrivare, c'era anche Terence Hill, il suo partner in tanti film, entrato da una scala laterale per evitare l'assedio delle telecamere. Commosso, è entrato in silenzio non rispondendo ai giornalisti. Tra gli altri c’erano i fratelli Carlo ed Enrico Vanzina, Dario Argento, Franco Nero, Fulvio Lucisano, Giovanna Ralli, Nino Benvenuti, Franco Nero, Massimo Ghini, Gianni Alemanno e Claudio Lotito, presidente della Lazio, la squadra di cui Spencer era tifoso. La chiesa era addobbata con fiori bianchi e azzurri , e sotto l'altare erano stati posti i gonfaloni del Coni e del Comune di Roma.
«Era un uomo libero con una gioia di vivere immensa. Era curioso di sapere cosa ci fosse aldilà e ora starà già ballando sotto le stelle», ha detto la figlia dell’attore scomparso, Christiana. Non lo ricordo mai triste, anche in questi ultimi giorni non sereni non aveva perso la voglia di scherzare», ha aggiunto il figlio, Giuseppe.
«Bud Spencer era un gentiluomo napoletano, un uomo buono e di grandissimo talento», ha detto Enrico Vanzina. Franco Nero lo ha ricordato come «una persona di grande umiltà e solare»; mentre Fulvio Lucisano, che ha prodotto alcuni dei suoi film, tra i quali “Dio perdona, io no”, ne ha sottolineato la disponibilit: «Era una bravissima persona».
«Con Bud c'era la gioia e so già che quando ci rincontreremo le prime parole che mi dirà saranno “noi non abbiamo mai litigato!”». Così Terence Hill, commosso ma anche sereno, ha ricordato l'amico, alla fine del funerale.
«Bud ogni volta che ci vedevamo o che mi invitava a mangiare gli spaghetti a casa sua mi ricordava che non avevamo mai litigato», ha aggiunto l’attore. «La ragione è che ci rispettavamo e ci amavamo e insieme ci divertivamo».
Hill che è intervenuto dopo i ricordi, fra gli altri dei figli di Carlo Pedersoli, ha reso omaggio a Bud Spencer raccontando anche la prima volta che si sono incontrati sul set di “Dio perdona, io no”.
«Carlo stava girando un film in Spagna con Giuseppe Colizzi, “Il cane il gatto e la volpe” (primo titolo di quello che poi è diventato “Dio perdona, io no”, ndr). Bud era il cane e l'attore che rappresentava nella storia il gatto si ruppe una gamba allora mi chiamarono per sostituirlo. Appena arrivato sul set Colizzi mi ha detto: “Spogliati!”; mi ha dato la maglia, il cappello e la pistola e mi ha presentato Carlo. La prima scena è stata subito una scazzottata. In quel film abbiamo inventato anche il modo di cadere, che poi abbiamo insegnato al “messicano” del film “Lo chiamavano Trinità” che di botte ne prendeva tante». E ha spiegato: «Vi ho raccontato questo aneddoto divertente, perché quando Giuseppe (figlio di Carlo Pedersoli, ndr), mi ha chiamato per dirmi che Bud era morto, io ero in Almeria nello stesso identico posto dove ci siamo incontrati la prima volta. Dopo il dispiacere e il dolore è arrivata una grande calma perché ho capito che niente succede per caso».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

