L’Aero Club in missione a Capo Nord

Oltre settemila chilometri percorsi a bordo di due aeroplani monomotore con tre piloti ciascuno per raggiungere da Pescara il punto più a nord d’Europa. La missione Pescara - Capo Nord dell’Aero Club...
Oltre settemila chilometri percorsi a bordo di due aeroplani monomotore con tre piloti ciascuno per raggiungere da Pescara il punto più a nord d’Europa. La missione Pescara - Capo Nord dell’Aero Club abruzzese è andata avanti da domenica 11 giugno a domenica 18 giugno tra soste intermedie di rifornimento e condizioni meteo non sempre favorevoli, il tutto per tentare di portare l’Abruzzo nel cuore del vecchio continente e per dimostrare che il capoluogo adriatico grazie alla sua posizione baricentrica nell’Adriatico può rappresentare una tappa nevralgica per lo sviluppo dell’avioturismo in Italia.
Il viaggio, come ha raccontato ieri mattina il presidente dell’Aero Club Cristiano D’Ortenzio durante l’incontro nella Sala Aternum della presidenza del consiglio comunale, al quale ha partecipato anche la consigliera comunale Tiziana Di Giampietro che ha seguito l’organizzazione della missione, ha attraversato i luoghi della guerra fredda: Croazia, Ungheria, Slovacchia, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia, Finlandia e Norvegia.
Ci sono volute venti ore di volo, distribuite in quattro giorni comprese le soste, per raggiungere la meta e portare l’Abruzzo fuori dai suoi confini. «Ogni anno», spiega D’Ortenzio, «circa 200mila aerei da turismo composti da 4/6 persone sorvolano l’Abruzzo, tuttavia nessuno fa scalo nell’aeroporto di Pescara per mancanza di servizi adeguati destinati ai piloti dell’aviazione generale: in particolare, mancano i transfer verso il centro e la stazione, uffici dedicati all’aviazione generale e punti per effettuare il rifornimento di carburante. Se solo si riuscisse a intercettare il 50 per cento di questi voli, riusciremmo a portare nella nostra città mezzo milione di persone, magari proponendo loro dei pacchetti turistici verso le isole Tremiti, la Croazia oppure verso mete del turismo invernale come Passo Lanciano».
L’equipaggio di sei piloti che ha preso parte alla missione Pescara-Capo Nord è stato formato da D’Ortenzio, Stefano Verna, Matteo Perazzini, Nicola Caccavo, Gabriele Scorrano e Giuseppe Mansi. (y.g.)
Il viaggio, come ha raccontato ieri mattina il presidente dell’Aero Club Cristiano D’Ortenzio durante l’incontro nella Sala Aternum della presidenza del consiglio comunale, al quale ha partecipato anche la consigliera comunale Tiziana Di Giampietro che ha seguito l’organizzazione della missione, ha attraversato i luoghi della guerra fredda: Croazia, Ungheria, Slovacchia, Polonia, Estonia, Lituania, Lettonia, Finlandia e Norvegia.
Ci sono volute venti ore di volo, distribuite in quattro giorni comprese le soste, per raggiungere la meta e portare l’Abruzzo fuori dai suoi confini. «Ogni anno», spiega D’Ortenzio, «circa 200mila aerei da turismo composti da 4/6 persone sorvolano l’Abruzzo, tuttavia nessuno fa scalo nell’aeroporto di Pescara per mancanza di servizi adeguati destinati ai piloti dell’aviazione generale: in particolare, mancano i transfer verso il centro e la stazione, uffici dedicati all’aviazione generale e punti per effettuare il rifornimento di carburante. Se solo si riuscisse a intercettare il 50 per cento di questi voli, riusciremmo a portare nella nostra città mezzo milione di persone, magari proponendo loro dei pacchetti turistici verso le isole Tremiti, la Croazia oppure verso mete del turismo invernale come Passo Lanciano».
L’equipaggio di sei piloti che ha preso parte alla missione Pescara-Capo Nord è stato formato da D’Ortenzio, Stefano Verna, Matteo Perazzini, Nicola Caccavo, Gabriele Scorrano e Giuseppe Mansi. (y.g.)

