L’agguato al bar del 1° agosto, i retroscena svelati dall’arma

24 Maggio 2023

Era il primo agosto del 2022 quando l’architetto Walter Albi è stato ucciso mentre era seduto al bar del Parco, tra la strada parco e via Ravasco, e il suo amico Luca Cavallito è stato ferito in...

Era il primo agosto del 2022 quando l’architetto Walter Albi è stato ucciso mentre era seduto al bar del Parco, tra la strada parco e via Ravasco, e il suo amico Luca Cavallito è stato ferito in maniera gravissima, ma non finito. Una scena indelebile per Pescara, scossa profondamente da quell’episodio di sangue. Le indagini della squadra mobile, coordinate dalla procura, sono cominciate immediatamente per individuare il killer con il volto coperto da un casco che si è allontanato rapidamente a bordo di uno scooter fino a quando si è arrivati all’arresto di Mimmo Nobile, presunto esecutore materiale del delitto, e del calabrese Natale Ursino, uomo di ’ndrangheta, ritenuto il mandante. I giudici del tribunale del riesame dell’Aquila, però, hanno annullato la misura cautelare per il calabrese, rimettendolo in libertà. Un elemento determinante per incastrare Nobile è la pistola ritrovata nella boscaglia di via Del Pantano, che risulta essere con certezza l’arma usata per l’omicidio del primo agosto ed è la stessa, in base a una perizia balistica, che è stata portata via a una guardia giurata durante la rapina al Centro Agroalimentare di Cepagatti dell’11 luglio 2022. Sarebbe stato proprio Nobile, dopo quella rapina, a voler tenere per sé la pistola calibro 9,21. Quell’assalto è stato materialmente compiuto da Nobile e Maurizio Longo, con l’apporto logistico di Fabio Iervese e Renato Mancini, come ha confessato quest’ultimo. Longo, poi, avrebbe fatto conoscere Nobile e Ursino.