L’agguato alla dottoressa annunciato a due persone

L’aggressore ha mimato le martellate con un altro paziente, che ha informato un dipendente del distretto sanitario. Davanti al gip l’arrestato non ha parlato
PESCARA. È stato ripreso da una telecamera, Gabriele Ballarini, mentre mimava il gesto di colpire alla testa con il martello che impugnava. L’ex elettricista di Città Sant’Angelo, affetto da schizofrenia, stava parlando con un altro paziente, D., del distretto sanitario Pescara Nord, e gli stava annunciando l’intenzione di «menare» la dottoressa che lo aveva in cura da quasi 10 anni. D. ha cercato di dissuadere il 63enne e lo ha invitato a prendere un caffè, ma l’altro non ha desistito dai suoi propositi ed è rimasto davanti all’ex Baiocchi in attesa dell’arrivo del medico.
L’inquietante dettaglio è emerso nell’ordinanza di convalida dell’arresto dell’uomo, che davanti al gip Luca Sarandrea si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Il dialogo tra i due pazienti, ripreso nel filmato acquisito dalla polizia, risale alle 7,15 di lunedì scorso. Quando, alle 7,50, il distretto sanitario è stato aperto, il paziente al quale Ballarini aveva poco prima manifestato le proprie intenzioni ha informato della minaccia il dipendente della struttura, al quale ha riferito che nel parcheggio c’era un uomo armato di martello. Alle 8,15, all’arrivo della dottoressa, il 63enne ha portato a termine il suo piano.
La donna è stata aggredita alle spalle, colpita più volte alla testa e inseguita anche quando ha cercato di mettersi in salvo. Ballarini si è fermato solo una volta che il medico è caduto a terra. «Te l’avevo promesso», le uniche parole rivolte alla dottoressa prima di risalire sulla sua Fiat Panda e andare via. Come richiesto sia dal pm Giuseppe Bellelli, sia dai difensori Giovanni Mangia e Sabrina Di Liso, il gip ha disposto la perizia psichiatrica per accertare le condizioni mentali dell’arrestato al momento del fatto. L’incarico verrà affidato allo psichiatra Maurizio Cupillari il 31 ottobre, alle 10,30, nel corso di un incidente probatorio.
Per il momento, Ballarini resta in carcere perché secondo il gip la spiccata pericolosità sociale del 63enne «risulta evidente», così come il rischio che commetta reati dello stesso tipo. Quando la polizia lo ha fermato lungo corso Umberto, a Montesilvano, oltre al martello in acciaio da carpenteria macchiato di sangue trovato nel portabagagli, l’ex elettricista aveva anche un coltello a serramanico di 11,5 centimetri di lama, nascosto nel cruscotto. Circostanza che gli è costata l’accusa anche di porto illegale di armi, oltre al tentato omicidio.
Agli agenti, Ballarini, pur in stato di agitazione, ha riferito «con molta lucidità» di avere utilizzato la “mazzetta” perché aveva promesso alla dottoressa di aprirle la testa a martellate, e anzi si è rammaricato di non essere riuscito ad «aprirle la testa in due». Alla base dell’agguato, il rifiuto del 63enne a prendere i farmaci che la dottoressa le aveva prescritto.
Tutti elementi che hanno convinto il giudice a mantenere in carcere l’arrestato, che ai suoi legali ha spiegato come la sua intenzione non fosse omicida, ma solo di spaventare la dottoressa. (g.p.c.)
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