L’allarme di Luciani: rischiamo di perdere il Premio Michetti

Francavilla, il sindaco attacca il presidente della Fondazione sulla gestione del concorso che dà grande prestigio alla città
FRANCAVILLA. I debiti della Fondazione Michetti mettono a rischio il futuro del Premio Michetti, il più antico concorso annuale d’arte d’Italia, fiore all’occhiello della cittadina adriatica dal 1947. Il sindaco, Antonio Luciani, non ci sta e inchioda alle proprie responsabilità il presidente in carica della Fondazione, Vincenzo Centorame.
«Il Premio Michetti è l’evento di Francavilla che ha la storia più illustre, il respiro più internazionale, eppure stiamo rischiando di perderlo, quantomeno di relegarlo a un ruolo che assolutamente non compete a un concorso così prestigioso», tuona Luciani. «Ho da tempo intrapreso questa battaglia culturale contro chi, per conservare le proprie posizioni per anni, non si accorge che la realtà circostante è cambiata, che questo atteggiamento di chiusura fa male alla Fondazione Michetti e, soprattutto, alla città. Troppe cose non vanno: i debiti, l’incapacità nel reperire risorse, il museo chiuso, la comunicazione obsoleta».
A scatenare l’attacco del sindaco, il mancato rispetto dell’impegno assunto da Centorame nel Cda della Fondazione, il 10 dicembre scorso. «In quella sede si è discusso della situazione economica e gestionale. Il nodo principale è un debito di 100 mila euro contratto con la CariChieti per pagare le spese» spiega Luciani, «con l’accordo di tutti, Centorame si è impegnato a riconvocare l’assemblea per il 29 dicembre, presentandosi come dimissionario e portando all’ordine del giorno la nomina del nuovo presidente. Ai fini della gestione fiscale, si è ritenuto di dover ufficializzare il passaggio delle consegne al 1° gennaio 2016. Centorame, però, non ha convocato l’assemblea né si è fatto sentire. Il presidente è preoccupato perché ha garantito con una fideiussione personale il debito con CariChieti. Nessuno vuole che paghi di tasca propria il debito della Fondazione. Se tutto è in regola, resta garantito che chi subentra dovrà sostenere la posizione debitoria. Questa situazione», incalza Luciani, «non può essere una scusa per mantenere una gestione che ha già dimostrato di non riuscire a portare avanti. Non mi fermerò di fronte all’immobilismo del presidente Centorame o alle meline burocratiche di chi non mantiene gli impegni presi alla presenza dei soci».
Per il sindaco, la Fondazione e il Premio Michetti, «hanno bisogno di una gestione contemporanea e al passo con i tempi. Il non essere riusciti a realizzare il Premio nel 2015, ma solo un’esposizione del patrimonio preesistente, segna il passo di una conduzione che lascia una situazione gestionale difficile, delle ampie criticità economiche e un’inclinazione verso un improduttivo autoreferenzialismo. Il Premio Michetti» chiude Luciani, «merita di tornare a essere uno degli appuntamenti culturali più importanti della nazione, perché continui a generare ricchezza e prestigio per la nostra città».
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