«L’Altra scuola è quella giusta»

13 Marzo 2015

Slogan e flash mob degli studenti in piazza Sacro Cuore contro la riforma

PESCARA. La pioggia scandisce i tempi della manifestazione. Gli ombrelli di 150 studenti (secondo fonti della questura) sono spalancati e i cappelli tirati fin sopra le orecchie. Nel giorno del passaggio in consiglio dei ministri della riforma «La buona scuola», voluta dal premier Matteo Renzi e dal ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, il no degli studenti pescaresi al disegno di legge e la contrarietà al finanziamento pubblico alle scuole private si unisce alle tematiche di respiro strettamente locale: la richiesta di un centro di aggregazione giovanile e soprattutto scuole più sicure, senza il rischio di allagamenti ogni volta che è brutto tempo o calcinacci che cadono sulle teste dei ragazzi mentre sono a lezione.

C’è chi è sceso in piazza con un bavaglio per sottolineare come «la politica sta tentando in tutti i modi di azzittirci». Alessio, un alunno dell’istituto nautico di Ortona, partecipa al corteo con le stampelle. Aksel, rappresentante del collettivo studentesco, imbraccia un megafono e invita la folla ad alzare la voce, mentre Simone distribuisce post-it colorati da attaccare davanti al Comune.

«Neanche la pioggia ci può fermare: Renzi la scuola non la puoi comprare», scandiscono gli studenti delle scuole superiori pescaresi, accompagnati da una delegazione del liceo D’Ascanio di Montesilvano e del Nautico.

La manifestazione, in contemporanea su trenta piazze italiane, parte dal Ponte del Mare per attraversare il lungofiume Paolucci e fermarsi in piazza Italia, davanti ai palazzi delle istituzioni. Al presidente della Provincia, Antonio Di Marco, i ragazzi indirizzano un cartellone colorato con le loro firme e la richiesta di un coinvolgimento diretto durante i sopralluoghi nelle scuole, autorizzati nei giorni successivi all’incidente all’alberghiero. Per il sindaco, Marco Alessandrini, invece, ci sono centinaia di post-it attaccati con lo scotch davanti al municipio per motivare la richiesta di un centro gratuito destinato ai giovani, promesso a suo tempo durante la campagna elettorale e rimasto lettera morta.

Il serpentone, scortato dalle forze dell’ordine, procede lungo corso Vittorio Emanuele e culmina in piazza Sacro Cuore, dove i giovani si esibiscono in un flash-mob. Un minuto di silenzio per poi dare sfogo a un urlo liberatorio: «Diciamo no alla Buona scuola”, dicono in coro, “l’Altra scuola è quella giusta”». ©RIPRODUZIONE RISERVATA