L’appalto da 109 milioni per curare i malati a casa

Così Regione, Asl e Aric cercano di contenere la forte pressione sugli ospedali La maxi gara è suddivisa in 4 parti per garantire i servizi in ciascuna provincia
L’AQUILA. Meno pazienti in ospedale – dove magari si passano notti intere nei corridoi prima di trovare approdo in reparto – e più cure a casa. Un mega-appalto da 109 milioni di euro è destinato ad affidare un servizio di fondamentale importanza per il cittadino: le cure domiciliari per i pazienti residenti nel territorio abruzzese. Un settore strategico sia per alleggerire il peso sulle strutture sanitarie sia per modulare l’appropriatezza degli interventi a seconda della gravità. Con l’intento di avvicinare il mondo della sanità al cittadino. Il servizio dovrà essere reso in continuità con la gestione uscente: chi subentra dovrà riassumere tutto il personale, in virtù dell’inserimento della clausola sociale. L’assistenza domiciliare integrata è un pezzo del futuro della sanità di prossimità. Lo stesso Piano nazionale di ripresa e resilienza stanzia fondi per il raggiungimento degli obiettivi.
il mega-appalto
In Abruzzo è l’Agenzia regionale di informatica e committenza ad aver indetto la gara europea a procedura aperta per la conclusione di un accordo quadro con più operatori economici per l’affidamento del servizio di cure domiciliari per i pazienti residenti nel territorio regionale. L’importo complessivo a base d’asta, per i 48 mesi dell’appalto, è pari complessivamente a 109.650.815,16 euro. L’importo posto a base di gara comprende i costi della manodopera che la stazione appaltante ha stimato pari al 75% dell’importo del servizio. L’accordo quadro che verrà stipulato avrà la durata di 48 mesi, a decorrere dalla data di sottoscrizione dello stesso. Non sono previste opzioni o rinnovi. Inoltre, non può essere affidata in subappalto l’integrale esecuzione del contratto. I criteri di aggiudicazione fissati prevedono punteggio tecnico (90%) e punteggio economico (10%). È un appalto diviso in quattro ambiti territoriali.
la CLAUSOLA SOCIALE
Un aspetto rilevante del mega-appalto è legata alle ricadute occupazionali che la gestione di un servizio così complesso sul territorio comporta. L’aggiudicatario dell’appalto è tenuto ad assorbire prioritariamente, nel proprio organico, il personale già operante alle dipendenze dell’aggiudicatario uscente, garantendo l’applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro di settore e a riconoscere anche a fini retributivi l’anzianità di servizio.
le tre fasce di assistenza
Sono state le stesse Asl a trasmettere i fabbisogni, per ciascuno dei territori di competenza, nell’ambito delle cure domiciliari. All’esito dell’appalto, si procederà alla definizione di tre fasce di qualificazione nell’ambito delle quali inserire i fornitori sulla base dei punteggi tecnici ed economici ottenuti. In particolare, in relazione al possesso dei requisiti dimostrati, vengono attribuiti distinti pesi ponderali/punteggi correlati all’importanza del requisito o di gruppi di requisiti (organizzativi, gestionali e tecnologici) e la cui sommatoria consentirà l’inserimento degli stessi in una o più delle tre fasce di qualificazione. I soggetti inseriti nella prima fascia potranno erogare esclusivamente prestazioni corrispondenti al livello di intensità assistenziale “bassa” (cure domiciliari di I° Livello), i soggetti inseriti nella seconda fascia potranno erogare prestazioni che corrispondono ai livelli di intensità assistenziale “bassa” e “media” (cure domiciliari di I° e II° livello) e, infine, quelli inseriti in terza fascia potranno erogare prestazioni di livello di intensità assistenziale “bassa”, “media” e “alta” nonché prestazioni relative al sollievo dei pazienti in fase terminale (cure domiciliari di I°, II°, III° livello e cure palliative).
Cure domiciliari e covid
L’attività dell’assistenza domiciliare integrata ha avuto nuovo impulso negli ultimi tre anni segnati dalla pandemia. In questa fase il raccordo tra i medici di base e la struttura che eroga i servizi sanitari direttamente nelle case degli abruzzesi è stato determinante, sempre nell’ottica di scongiurare il sovraffollamento delle strutture ospedaliere. La Regione Abruzzo ha recentemente ribadito l’importanza di mantenere un ottimo livello di assistenza sanitaria territoriale, contestualmente alla necessità che vi sia appropriatezza dei servizi domiciliari e che le cure siano adeguate secondo standard definiti. Il mega-appalto, che risponde anche all’esigenza di assicurare l’omogeneità delle cure, è stato preceduto dalla fase dell’ascolto della componente sindacale e dei vari gruppi di portatori d’interesse sul territorio regionale. (e.n.)
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