L’appello al governo 5 ore prima della slavina

Provincia e Comune avevano chiesto una turbina, ma è arrivata tardi
PESCARA. «Facendo propri gli allarmi pervenuti dai sindaci del territorio, nel dichiarare lo stato di emergenza per la provincia di Pescara, chiede di avere a disposizione immediatamente mezzi turbina per liberare dalla neve le strade provinciali e comunali». È questo il passaggio chiave di una lettera partita dalla Provincia di Pescara, nel mercoledì della tragedia, e indirizzata al governo, al dipartimento nazionale della Protezione civile, alla Regione Abruzzo e ai vigili del fuoco di Pescara. Una richiesta di aiuto per i comuni sommersi dalla neve e isolati. La lettera della Provincia viene inviata intorno alle 12 di mercoledì scorso, 5 ore e mezza prima della valanga che travolge in pieno l’hotel Rigopiano di Farindola seminando morte.
Il mercoledì della sciagura è un giorno di allarmi a ripetizione. Il primo a segnalare le difficoltà sempre crescenti a Farindola è il sindaco Ilario Lacchetta. «La neve dei giorni passati è sempre stata tolta entro la giornata», racconta al Centro, «martedì, quando dopo una nottata di neve fino 1,2 metri, abbiamo liberato la strada alle 13,20 con i mezzi provinciali. Mercoledì non è stato possibile perché la neve ha superato 1,5 metri e c’era bisogno di una turbina. Ci siamo attivati con la Provincia per richiederla immediatamente». Nella prima mattinata di mercoledì, il Comune sollecita alla Provincia l’intervento di una turbina per liberare la strada per Rigopiano, 8 chilometri tortuosi e in salita che portano fino all’hotel simbolo del benessere in Abruzzo.
Durante quelle stesse ore di apprensione a Farindola, nel palazzo della prefettura di Pescara si fa il punto sull’emergenza neve e il presidente Pd della Provincia Antonio Di Marco mette sul tavolo la necessità del Comune e chiede ufficialmente la disponibilità di turbine per l’area vestina flagellata dalla neve. La riunione in prefettura si scioglie in anticipo a causa delle scosse di terremoto e al termine, verso le 11,30, Di Marco telefona al presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso per premere per l’arrivo delle turbine.
Passa meno di mezz’ora e il presidente della Provincia scrive anche al premier Paolo Gentiloni per «avere a disposizione immediatamente mezzi turbina»: nella lettera il presidente parla delle «copiose nevicate su tutto il territorio della provincia che hanno comportato gravi difficoltà per la circolazione di mezzi e persone. A tali eventi si sono aggiunte, nelle ultime ore, precipitazioni atmosferiche superiori alla media che, in uno allo scioglimento parziale delle nevi, hanno complicato ulteriormente la situazione. Da ultimo», fa notare Di Marco, «le scosse telluriche verificatesi negli scorsi minuti hanno determinato una situazione di panico diffusa soprattutto nelle persone che a causa della difficoltà prima segnalate, si sono trovate nell’impossibilità di abbandonare le proprie abitazioni». E tra i comuni più colpiti dall’emergenza neve, citati dal presidente della Provincia, c’è anche Farindola insieme a Sant’Eufemia a Maiella, Caramanico, Roccamorice, Abbateggio, Montebello di Bertona, Carpineto della Nora, Villa cerniera, Corvara, Pescosansonesco, Pietranico, Brittoli, Salle, Civitaquana e Penne.
Passano quasi 4 ore, le turbine non si vedono ancora nel Pescarese e, alle 15,45, in prefettura si riuniscono ancora le autorità, a partire dal prefetto Francesco Provolo: D’Alfonso assicura l’arrivo delle turbine dal Molise. Alle 17,09, Di Marco scrive su Facebook: «Stiamo aspettando l’arrivo, da Campobasso, di una turbina in grado di spalare e raccogliere la neve».
Trentuno minuti, passano solo 31 minuti e sull’hotel Rigopiano – all’interno ci sono 35 persone tra dipendenti e ospiti – si abbatte una valanga che ha l’effetto di una bomba: una slavina dal fronte di 300 metri che sbriciola l’edificio di 5 piani. E la turbina promessa? Arriva nel Pescarese solo tra le 20 e le 21, a disastro ormai avvenuto, e verso le 23 raggiunge il bivio di località Mirri di Farindola per cominciare a liberare il tratto di strada bloccato per Rigopiano: dalla valanga sono trascorse già più di 5 ore.
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