L’appello del medico: ragazzi divertitevi ma con la mascherina

PESCARA. «Cari giovani, divertitevi pure. Ma state attenti: non sentitevi invincibili. Usate sempre la mascherina senza vergogna e restate fisicamente distanti». In questo appello Alberto Albani...
PESCARA. «Cari giovani, divertitevi pure. Ma state attenti: non sentitevi invincibili. Usate sempre la mascherina senza vergogna e restate fisicamente distanti». In questo appello Alberto Albani (nella foto), referente regionale per le maxi emergenze, a capo della task force Covid 19 e primario del pronto soccorso dell'ospedale di Pescara, si rivolge soprattutto ai giovani. Contemporaneamente annuncia un nuovo giro di screening anti contagio nelle residenze per anziani e rivela che ai test del tampone sono risultati positivi diversi trentenni arrivati in ospedale per interventi di chirurgia programmata.
Come un padre di famiglia, Albani parla direttamente ai giovani, perché se è vero «che a Pescara e in Abruzzo non ci sono focolai di Covid, solo casi isolati e rapidamente circoscritti», è anche vero, dice, che i nuovi contagi riguardano «sempre di più persone giovani, sui 30 anni». L'invito, per tutti, è sempre quello «a non abbassare la guardia perché non siamo fuori pericolo».
Ma è soprattutto ai protagonisti della movida a cui Albani, questa volta, indirizza i suoi suggerimenti. Ai ragazzi che ogni sera affollano strade e locali, accorciando sempre più le distanze e liberandosi di quel bavaglio ingombrante, la mascherina, che quasi sempre finisce allacciata ai bicipiti, o penzolante dall'orecchio, arrotolata sotto il mento o in testa a mò di bandana. Come se la mascherina fosse un ornamento, non uno strumento di protezione. E questo è l'altro passaggio sottolineato da Albani: «Indossare il dispositivo di sicurezza è una questione di responsabilità verso se stessi e per non causare danno agli altri. Siamo stati tutti giovani», commenta Albani, «comprendo il desiderio di divertirsi, ma solo nel rispetto delle regole. Mascherina e distanziamento sono le accortezze da adottare. Nessuno si senta invincibile o immortale». Quindi l'invito del primario è a «trascorrere una bella estate, fare i bagni, andare nei locali, ma evitando pericolosi affollamenti. È necessario superare la vergogna, essere responsabili anche nei confronti degli altri».
Intanto, sono ricominciati i monitoraggi nelle case di riposo: «Non abbiamo focolai, solo casi singoli», rassicura Albani che però rivela: «Stanno arrivando in ospedale pazienti che devono affrontare interventi chirurgici programmati. Ma ai test del tampone sono risultati positivi diversi trentenni».
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