L’appello del sindaco: la fabbrica deve ripartire

30 Ottobre 2019

CASTIGLIONE A CASAURIA. C’è «molta preoccupazione» tra le famiglie, una quindicina, di Castiglione a Casauria che hanno vissuto dello stipendio della Oma. Almeno fino ad oggi. È l’atmosfera che si...

CASTIGLIONE A CASAURIA. C’è «molta preoccupazione» tra le famiglie, una quindicina, di Castiglione a Casauria che hanno vissuto dello stipendio della Oma. Almeno fino ad oggi.
È l’atmosfera che si respira nel paese del sindaco Biagio Petrilli che conosce i lavoratori uno ad uno. Li chiama per nome. E per ognuno di loro ha un pensiero di affetto e solidarietà.
«Se la Oma chiude, per queste famiglie sarà un dramma. Ci sono figli piccoli da crescere e mutui da pagare. Ho parlato con i sindacati. Mi hanno detto: dobbiamo aspettare le decisioni della curatela».
Ma nel frattempo il tribunale ha deciso: niente esercizio provvisorio. Che vuol dire il baratro per i lavoratori.
L’appello del sindaco Petrilli al tribunale, ieri mattina prima che prendesse forma la notizia della disoccupazione nel tardo pomeriggio, era: «La soluzione è andare avanti, che si dia la possibilità ai lavoratori di continuare la produzione».
Invece non è andata così. Oggi oltre 150 unità lavorative resteranno a casa. Non varcheranno i cancelli della storica fabbrica metalmeccanica che per anni è stata l’orgoglio dei lavoratori del pescarese. (c.co.)