L’appello della madre di Dairon: ditemi come è morto mio figlio

15 Luglio 2023

Maylen Estrada non riesce a credere all’ipotesi del suicidio: «Non aveva alcun motivo per uccidersi» La donna attende l’esito degli accertamenti disposti dalla procura e ora si affida a un investigatore  

PESCARA. «Era bellissimo, mio figlio. Aveva un sorriso stupendo. Non era depresso, anzi era in attesa di fare un colloquio per un lavoro a Città Sant’Angelo. Non aveva motivo di uccidersi». Maylen Estrada è disperata per la morte di suo figlio Dairon, di venti anni. Il giovane, di origine cubana, è stato trovato senza vita il 29 novembre in un locale della zona di piazza Muzii, dove «lavorava (sottopagato) e dormiva» anche, sul retro. Si è pensato subito al suicidio ma ancora oggi la donna si pone tanti interrogativi, rimasti senza risposta, e la speranza che l’accompagna è che si chiuda il cerchio delle indagini, coordinate dalla Procura. Mayden, che ha lanciato il suo appello da Rete 8, vorrebbe capire di più di questa morte inattesa e difficile da accettare tanto più che è stata proprio lei una delle prime persone a vedere il corpo senza vita del giovane, dentro al locale. Nella speranza di capirci qualcosa di più si è anche rivolta ad una agenzia di investigazione.
«Io passavo da lui tutti i giorni, quando finivo di lavorare, e gli lasciavo la mia bicicletta. Quel giorno, il 29 novembre, l’ho chiamato attorno a mezzogiorno, per vederlo, come facevamo sempre durante la pausa pranzo. Era un martedì. Non mi ha risposto e ho capito che era successo qualcosa perché non era da lui sparire. E così sono andata a cercarlo, mentre continuavo a chiamarlo. Ho fatto il numero mille volte. Ho chiesto in ospedale, ho chiesto in questura, ma non c’era traccia di lui. Sono arrivata al ristorante, ho visto la mia bici lì fuori (l’avevo portata io sabato) e mi sono allarmata. Quando è arrivato il cuoco del locale ha aperto e mi ha detto che mio figlio dormiva. E invece era morto: era seduto su un gradino con un cavo intorno al collo che passava sulla cassa acustica e arrivava alla porta anti-panico. Come ci si impicca così? Io chiedo di sapere come è morto Dairon e perché. Secondo me non avrebbe mai fatto un gesto così violento. Se lo ha fatto è perché ce lo hanno portato. Ha forse visto qualcosa che non doveva e non sapeva come uscirne? Sono tante le domande che mi faccio», dice la donna, che si è rivolta all’avvocato Vincenzo Di Censo per farsi assistere.
Di certezze ne ha poche, per ora. E non sa granché delle ultime ore del figlio se non che «la sera prima era in compagnia degli amici e della fidanzata. È tornato al locale alle 21, ha visto delle persone e aveva paura, come ha scritto lui stesso alla sua ragazza. Ma non so perché. E non so cosa sia accaduto da lunedì sera fino alle 16.15 del giorno dopo, quando è stato trovato morto. A che ora è morto? Cosa è emerso dall’autopsia? È stato un suicidio o altro? Cosa si vede dalle immagini delle telecamere e cosa emerge dall’analisi del suo cellulare?», si chiede la donna affidandosi al lavoro della procura della Repubblica. «Attendiamo», dice l’avvocato Di Censo, «di conoscere l’esito delle perizie», affidate dopo la morte.
©RIPRODUZIONE RISERVATA