L’appello di mister Di Francesco

L’allenatore affianca il sindaco: dobbiamo essere ancora più bravi
SAN GIOVANNI TEATINO. I grandi sportivi dimostrano le proprie capacità non solo arrivando in alto, ma rimanendoci: con questa similitudine l’allenatore Eusebio Di Francesco ha esortato i propri concittadini a continuare sulla strada intrapresa per contenere il contagio da coronavirus. Il tecnico, ex calciatore della Roma e della nazionale, originario di Dragonara, mercoledì è stato ospite nell’ufficio del sindaco Luciano Marinucci, dove ha registrato un videoappello insieme al primo cittadino.
«Il mio messaggio è rivolto principalmente ai nostri giovani», ha detto Di Francesco, «per rispettare i nostri genitori e nonni. Come il calcio ha dimostrato, il più grande focolaio è stato la partita Atalanta-Valencia. Perciò è fondamentale che parchi e impianti sportivi siano chiusi. Per questo vi chiedo un sacrificio in più», ha continuato l’ex allenatore di Pescara e Lanciano, «uscire solo per motivi validi».
Di Francesco ha sottolineato quanto questi sacrifici siano importanti per tutti, ma soprattutto per tutelare le persone più a rischio. «Io sono legato a questo territorio e a questa terra», ha continuato il tecnico, «abbiamo dimostrato di essere virtuosi, di essere più bravi. Ora dobbiamo dimostrare di essere ancora più virtuosi e ancora più bravi», ha concluso Di Francesco, «la capacità degli sportivi è quella di arrivare in alto, e ancora più quella di rimanerci: facciamolo anche in questo momento».
A introdurre l’intervento del concittadino eccellente, è stato Marinucci, che ha ricordato la situazione di San Giovanni Teatino, dove ci sono stati 17 casi di contagio da Covid-19; entro il 20 aprile invece 18 persone, che hanno avuto contatti a rischio, termineranno il periodo di quarantena.
Per quanto riguarda il problema delle mascherine, il sindaco ha reso noto che, dopo le prime 300 donate dall’azienda tessile De Cecco, è atteso a stretto giro l’arrivo di altre cinquemila. Sono invece in corso di consegna i buoni alimentari (sono arrivate circa 500 richieste) e i pacchi offerti dalle aziende del territorio, che continuano a essere distribuiti tramite i servizi sociali. (a.r.)

