L’appello: senza lavoro e con la casa all’asta

18 Gennaio 2015

Camionista per 22 anni, non ha più un impiego: mia moglie è malata, non so come sostenere i miei figli

PESCARA. Per 22 anni ha fatto il camionista prima in una ditta a Bologna e, poi, in Abruzzo ma due anni fa, a causa della crisi, Davide Marinucci ha perso il lavoro e la sua casa è stata messa all’asta. Padre di due figli di 12 e 14 anni, marito con una moglie malata, Marinucci è disperato perché, come racconta, «non ho soldi per comprare da mangiare ai miei figli. Vado a prendere il pacco alimentare e sono costretto a chiedere pochi euro in prestito a chi posso. Ma, ormai, la gente mi evita».

Marinucci, 46 anni, è di Pescara ma abita a San Giovanni Teatino nella casa di circa 70 metri quadrati che non riesce più pagare e che per questo motivo è stata messa all’asta. Ma le voci e l’andirivieni di persone nella casa si sono ripercosse anche sui figli che hanno smesso di andare a scuola mentre la moglie di Marinucci è gravemente malata. «Questa è la mia situazione, non so come fare», dice il camionista che più volte ha chiesto aiuto ma i cui appelli sono caduti nel vuoto. «Sono stato al Comune di Pescara», spiega l’uomo, «dove mi hanno detto che le case non ci sono e dove comunque mi hanno rimandato in altri uffici e, insomma, per me non c’è nulla da fare».

Fino a due anni fa Marinucci lavorava come camionista ma la crisi ha interrotto la sua esperienza lavorativa. «Ho chiesto a chiunque, ma nessuno può offrirmi un lavoro. Non so come potrò andare avanti senza un lavoro e senza un tetto», dice l’uomo che chiede aiuto a chiunque. Le giornate di Marinucci trascorrono barcamenandosi tra la malattia della moglie e la ricerca di qualche euro per comprare da mangiare. Una situazione disperata per cui l’uomo rivolge un appello anche per i suoi figli, per potergli garantire non solo da mangiare ma per permettergli anche di proseguire gli studi alle medie e alle superiori.

La sua casa è stata messa all’asta a circa 60mila euro, come conclude l’uomo, «senza una casa non so davvero come potrei fare sia per i miei figli che per mia moglie che è malata gravemente e ha bisogno di seguire delle cure», dice l’uomo che già da parecchio ha iniziato a chiedere l’elemosina a chi può. «Ma purtroppo», aggiunge pure, «ormai la gente ha iniziato a evitarmi». Chi può fornire un lavoro o un aiuto a Marinucci, può chiamarlo al numero 329-0935612. (p. au.)

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