L’Archeoclub fa 50 anni tra scoperte e battaglie

6 Novembre 2021

Da oggi a mercoledì un ciclo di incontri e mostre per un bilancio delle attività Il presidente De Collibus: «Ora si realizzi il parco archeologico al Rampigna»

PESCARA. L’Archeoclub compie cinquant’anni. E festeggia questo traguardo con un ciclo di incontri e mostre. Si comincia oggi alle 17,30 all’Auditorium Petruzzi, con l’avvio delle celebrazioni, per spostarsi poi nella Sala Favetta del Museo delle Genti d’Abruzzo per l’inaugurazione dell’esposizione “L’Archeoclub e la ceramica in Abruzzo” (visitabile fino al 10 novembre dalle 16 alle 20 e domani anche la mattina dalle 10 alle 13).
Alla presenza del presidente nazionale dell'Archeoclub d'Italia, Rosario Santanastasio, sarà illustrata la pubblicazione che raccoglie i cinquant’anni dell’Archeoclub Pescara: ristampa della prima dedicata al venticinquennale con un nuovo volume dedicato agli ultimi 25 anni. Proprio parlando dell’attività svolta in questo mezzo secolo di vita, il presidente dell’Archeoclub Giulio De Collibus evidenzia che «negli anni abbiamo espresso interessamento o realizzato interventi diretti in 69 comuni abruzzesi e sei comuni fuori regione. All’attivo abbiamo 74 scoperte, oltre a numerose segnalazioni. Ci siamo mossi fra insediamenti preistorici e altomedioevali, necropoli o sepolcreti italici e romani, scarichi di maioliche, insediamenti o siti romani e italici. Non ultimi l’impegno e la strenua battaglia, insieme ad Italia Nostra e ad altre associazioni, per chiedere ed ottenere il recupero archeologico del campo Rampigna. E i tempi sono davvero maturi per l’istituzione di un parco archeologico».
Sono attribuibili proprio all’Archeoclub la scoperta, a Pescara, del villaggio neolitico di Fontanelle e del sito protostorico di Colle del telegrafo, della necropoli di colle Pietra e di quella dei Gesuiti. E poi sono stati individuati e segnalati gli affioramenti di diverse epoche dietro villa Mezzopreti, quelli romani sulla salita Rex e affioramenti dell’età del bronzo lungo la scarpata di via di Fonte Borea, oltre agli scavi con la Soprintendenza, a piazza Unione, in via delle Caserme e lungo la golena fluviale con la scoperta del mosaico romano. Tra le attività a difesa del patrimonio cittadino, l’Archeoclub ricorda quelle «per la pineta dannunziana e del verde storico, insieme ad Italia Nostra, fino alle ville liberty nella zona della pineta, la denuncia del degrado nel centro storico, l’azione di difesa dei bastioni della fortezza».
Fino a mercoledì, si susseguono le conferenze tematiche, sempre nella Sala Favetta, alle 18. Gli incontri sono dedicati alla Valle Giumentina, agli studi, ricerche e scavi realizzati in collaborazione tra UdA e Archeoclub, ceramica rinascimentale di Castelli e alla collaborazione trentennale tra la Soprintendenza regionale e l’Archeoclub in provincia di Pescara.