«L’area produttiva? Sulla costa abruzzese»

Il direttore generale di Renexia: «Stiamo sviluppando il più grande parco eolico galleggiante al mondo»
Riccardo Toto, direttore generale di Renexia (controllata di Toto Group che si occupa dello sviluppo di impianti per la produzione di energie rinnovabili) qual è l’obiettivo del memorandum d’intesa, firmato al Mimit alla presenza del Ministro Adolfo Urso, tra voi di Renexia e la cinese MingYang?
Anzitutto stiamo parlando della combinazione strategica più robusta possibile: Renexia sta sviluppando il più grande parco eolico galleggiante del mondo e Ming Yang ha, nel settore, la più avanzata tecnologia su scala globale. L’obiettivo è quello di creare una newco per la costruzione di turbine eoliche in Italia. In questo modo poniamo le basi una filiera nazionale industriale di settore contribuendo allo sviluppo di un comparto strategico come quello dell’eolico così da superare le pesanti strozzature della supply chain in Europa e Usa. Una combinazione ideale nella quale Ming Yang metterà la tecnologia e Renexia farà da aggregatore di quelle competenze industriali che sono da sempre una caratteristica distintiva dell’Italia.
Non è un obiettivo troppo ambizioso?
Certamente ambizioso, ma alla portata. Crediamo fortemente in questo progetto capace di creare nuovo lavoro attraverso nuove professionalità per circa 1.100 occupati a fronte di un investimento stimato in circa 500 milioni di euro. Dopo molti anni di deindustrializzazione, questa appare essere una grande opportunità per l’inversione della tendenza e la creazione di un patrimonio di conoscenze, peraltro in un settore che si prevede essere in grande sviluppo nei prossimi anni.
A che mercato vi rivolgerete per la vendita delle turbine?
Sarà un sito dove verranno prodotti e assemblati i componenti fondamentali per la realizzazione di Med Wind, il più grande progetto di impianto eolico offshore floating del Mar Mediterraneo, al largo delle coste trapanesi. Si tratta di un impianto da 2,8 GW di potenza per soddisfare il fabbisogno energetico di 3,4 milioni di famiglie, possiede le dimensioni e le caratteristiche per divenire l’innesco di una filiera industriale dell’eolico sia offshore che onshore, con una proiezione internazionale per favorire la transizione energetica dei Paesi affacciati sul Mediterraneo. E proprio oggi (ieri ndr) Renexia ha presentato lo Studio di impatto ambientale del progetto MedWind, dopo una vasta serie di approfonditi e accurati studi di fattibilità ambientale ed economica durati anni e che hanno richiesto un investimento molto importante. Il mercato di riferimento sarà quindi quello dell’eolico offshore, dell’eolico on-shore, infatti, gli impegni presi oggi da Mimit, Renexia e MingYang sono perfettamente consonanti con il Piano Mattei e con la possibilità di portare ricchezza nei Paesi obiettivo dello stesso Piano, in termini di produzione di energia pulita ottenuta dalle più avanzate tecnologie rinnovabili.
Può dirci qualcosa di più preciso sulle tempistiche?
Sui tempi la nuova società, costituita inizialmente da Ming Yang e Renexia, avrà l’obiettivo di individuare l’area idonea per il sito produttivo d’intesa con il Governo entro i prossimi 90 giorni.
La candidatura di un’area nei pressi del porto di Ortona è realistica?
Perché no? A tale scopo abbiamo avviato da tempo una proficua interlocuzione con la Regione Abruzzo trovando la piena disponibilità del presidente Marco Marsilio. Al presidente abbiamo chiesto di poter cogliere insieme una simile opportunità di rilievo nazionale e transnazionale. Riteniamo che in questa occasione si possa vedere l’Abruzzo come protagonista, in particolar modo per la scelta delle aree dove sarà realizzata l’infrastruttura di produzione.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Anzitutto stiamo parlando della combinazione strategica più robusta possibile: Renexia sta sviluppando il più grande parco eolico galleggiante del mondo e Ming Yang ha, nel settore, la più avanzata tecnologia su scala globale. L’obiettivo è quello di creare una newco per la costruzione di turbine eoliche in Italia. In questo modo poniamo le basi una filiera nazionale industriale di settore contribuendo allo sviluppo di un comparto strategico come quello dell’eolico così da superare le pesanti strozzature della supply chain in Europa e Usa. Una combinazione ideale nella quale Ming Yang metterà la tecnologia e Renexia farà da aggregatore di quelle competenze industriali che sono da sempre una caratteristica distintiva dell’Italia.
Non è un obiettivo troppo ambizioso?
Certamente ambizioso, ma alla portata. Crediamo fortemente in questo progetto capace di creare nuovo lavoro attraverso nuove professionalità per circa 1.100 occupati a fronte di un investimento stimato in circa 500 milioni di euro. Dopo molti anni di deindustrializzazione, questa appare essere una grande opportunità per l’inversione della tendenza e la creazione di un patrimonio di conoscenze, peraltro in un settore che si prevede essere in grande sviluppo nei prossimi anni.
A che mercato vi rivolgerete per la vendita delle turbine?
Sarà un sito dove verranno prodotti e assemblati i componenti fondamentali per la realizzazione di Med Wind, il più grande progetto di impianto eolico offshore floating del Mar Mediterraneo, al largo delle coste trapanesi. Si tratta di un impianto da 2,8 GW di potenza per soddisfare il fabbisogno energetico di 3,4 milioni di famiglie, possiede le dimensioni e le caratteristiche per divenire l’innesco di una filiera industriale dell’eolico sia offshore che onshore, con una proiezione internazionale per favorire la transizione energetica dei Paesi affacciati sul Mediterraneo. E proprio oggi (ieri ndr) Renexia ha presentato lo Studio di impatto ambientale del progetto MedWind, dopo una vasta serie di approfonditi e accurati studi di fattibilità ambientale ed economica durati anni e che hanno richiesto un investimento molto importante. Il mercato di riferimento sarà quindi quello dell’eolico offshore, dell’eolico on-shore, infatti, gli impegni presi oggi da Mimit, Renexia e MingYang sono perfettamente consonanti con il Piano Mattei e con la possibilità di portare ricchezza nei Paesi obiettivo dello stesso Piano, in termini di produzione di energia pulita ottenuta dalle più avanzate tecnologie rinnovabili.
Può dirci qualcosa di più preciso sulle tempistiche?
Sui tempi la nuova società, costituita inizialmente da Ming Yang e Renexia, avrà l’obiettivo di individuare l’area idonea per il sito produttivo d’intesa con il Governo entro i prossimi 90 giorni.
La candidatura di un’area nei pressi del porto di Ortona è realistica?
Perché no? A tale scopo abbiamo avviato da tempo una proficua interlocuzione con la Regione Abruzzo trovando la piena disponibilità del presidente Marco Marsilio. Al presidente abbiamo chiesto di poter cogliere insieme una simile opportunità di rilievo nazionale e transnazionale. Riteniamo che in questa occasione si possa vedere l’Abruzzo come protagonista, in particolar modo per la scelta delle aree dove sarà realizzata l’infrastruttura di produzione.
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