“L’Arrosticiere in Piazza”, la prima immagine ha 87 anni

7 Ottobre 2017

CIVITAQUANA. L’Arrosticiere in Piazza. Una storia di 87 anni fa sarà rievocata a Civitaquana il 15 ottobre prossimo, che racconta un altro capitolo della storia degli arrosticini, la specialità...

CIVITAQUANA. L’Arrosticiere in Piazza. Una storia di 87 anni fa sarà rievocata a Civitaquana il 15 ottobre prossimo, che racconta un altro capitolo della storia degli arrosticini, la specialità simbolo della cucina abruzzese nel mondo.
a Civitaquana, il centro vestino al confine col Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, fino a pochi decenni fa era terra di passaggio dei pastori transumanti. Qui sarebbe stato inventato e perfezionato l’arrosticino, a cura di alcuni pastori che in virtù della vicinanza con i pascoli montani, decisero di stanziarsi con le loro famiglie e di vendere la carne di pecora per strada come ambulanti. Accadeva nei giorni festa, di fiere e mercati. La carne veniva tagliata e arrostita tra due fila di mattoni sui carboni con un ceppo di legno d’olivo o di sanguinella.
Nell’ottobre del 1930, in paese, durante una festa religiosa, sarebbe stata scattata la prima foto che immortala la cottura tradizionale degli arrosticini, intitolata “L’arrosticiere in piazza”. L’immagine è stampata anche sulla copertina del libro “Gli Abruzzi dei Contadini” (1923 – 1930) edito da Textus, che raccoglie la documentazione fotografica degli studiosi svizzeri Paul Scheuermeier e Gerhard Rohlfs.
Nella nota a commento della foto, si legge: «L'arrosticiere in piazza. Il grande giorno di festa un macellaio ha montato il suo forno da campo a fianco alla chiesa (vedi il rilievo romanico sul muro della chiesa ! ). Tra alcuni mattoni ha acceso un fuoco di lignite e sopra dispone rametti di olivo e sanguinello lunghi 30 – 35 cm, sui quali ha infilzato 6-8 piccoli pezzi di carne di pecora. La carne salata viene arrostita nel proprio grasso. Uno spedarell costa 30 centesimi. Il macellaio taglia con accetta e coltello i pezzi di carne sulla panca; la donna ravviva il fuoco con il ventaglio di cartone. Sul muro della chiesa è appesa la pecora sotto un telo. La sera tutto è stato mangiato e si è fatto un buon affare». Alcuni anziani di Civitaquana, avrebbero riconosciuto nella donna che cuoce gli arrosticini e nel macellaio che taglia la carne, i nonni dei cugini Fabio Ginestrino (ristoratore di Civitaquana) e di Loredana Ginestrino (imprenditrice del settore tipografico a San Giovanni Teatino). La notizia sarebbe poi stata confortata anche dalle ricerche archivistiche effettuate dai nipoti. Per ricordare quel giorno di 87 anni fa, la famiglia Ginestrino organizza “L'Arrosticiere in Piazza” , patrocinato dal “Museo delle Genti d'Abruzzo”.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.