L’Asl: fatto rarissimo, i vaccini sono sicuri

4 Gennaio 2019

La direttrice Granchelli: «Come tutti i farmaci, possono avere effetti collaterali: mai cedere al panico» 

PESCARA . Quello della paziente diabetica risarcita per aver contratto la sindrome di Guillain-Barré potrebbe essere il classico caso cavalcato dalla propaganda No vax: roba tipo: “Si è ammalato uno, possono ammalarsi tutti”. Che le cose stiano in maniera del tutto diversa lo spiega Carla Granchelli, direttrice dell’unità operativa complessa di Igiene, epidemiologia e sanità pubblica della Asl di Pescara: «Assolutamente, non bisogna mai cedere al panico quando ci si imbatte in notizie del genere», spiega la Granchelli, «c’è tutto un sistema di sorveglianza su eventi avversi da vaccino monitorati da un’apposita commissione nell’ambito della Asl». La Granchelli preferisce non commentare nello specifico un caso sul quale non è documentata in maniera esaustiva, ma sottolinea che «resta comunque un fatto rarissimo che una vaccinazione possa essere legata a una sindrome come quella di Guillain-Barré», e che «una sindrome o una malattia qualsiasi può comunque arrivare per proprio conto. L’esempio più eclatante al riguardo», dice la direttrice dell’unità operativa, «è il caso di un signore, già cagionevole di salute, che morì subito dopo essere uscito dallo studio di un medico dove aveva fatto la vaccinazione: autopsia e accertamenti hanno poi dimostrato che non c’era alcun nesso causale tra il decesso e il vaccino. Purtroppo c’è però una propaganda No vax che si fonda su fattori emozionali. Altro esempio è quello dell’encefalite come complicazione da vaccino: si verifica una volta su mille in caso di morbillo vero e proprio, ma una su un milione in caso di vaccino. Del resto il vaccino resta sempre un farmaco, e come tutti i farmaci può avere effetti collaterali: uno dei concetti alla base della vaccinologia è che il virus vero e proprio crea complicazioni più frequenti rispetto al vaccino. La vaccinazione per certi versi è vittima di se stessa, perché ha “nascosto “malattie” che prima erano evidenti, e che a volte si pensa che non ci siano più perché non si vedono, ma negli ultimi anni è risalita la copertura e sono diminuite le paure grazie alla comunicazione e alla mole di informazione corretta, per certi versi prodotta anche come reazione alla propaganda No vax».
Andrea Rapino