L’Asl: pronti per i vaccini ma ritardi nelle consegne

Cittadini sul piede di guerra, le prime dosi sono andate esaurite in pochi giorni Cerolini: «Noi medici siamo presi di mira, ma non possiamo reggere all'infinito»
PESCARA. Siamo quasi alla metà di novembre e i vaccini antinfluenzali tardano ad arrivare. Non sono disponibili né negli ambulatori medici gratuitamente né in farmacia a pagamento. Da settimane i medici di famiglia, che a ottobre avevano ricevuto la prima fornitura di circa 200 dosi ciascuno, andate esaurite in pochi giorni, vengono presi d'assalto dalle telefonate di centinaia di pazienti "inferociti" che chiedono di poter avere la dose vaccinale, spaventati dai malanni in arrivo. L'emergenza coronavirus aggrava la pesantezza del periodo.
Una preoccupazione, quella di medici e pazienti, condivisa dai vertici della Asl di Pescara, guidata dal manager Vincenzo Ciamponi, che si sono immediatamente attivati. Il direttore generale ha convocato d'urgenza i rappresentanti sindacali dei medici di medicina generale con l'obiettivo di «trovare soluzioni» ai ritardi provocati dalle aziende produttrici che non hanno ancora erogato le restanti scorte ordinate. La Asl ha prenotato circa 140mila dosi, il doppio dello scorso anno.
La campagna vaccinale 2019 iniziò il 7 novembre con le prime 65mila dosi, successivamente aumentate a 71mila. All'incontro con Ciamponi erano presenti il direttore sanitario Antonio Caponetti; Maria Assunta Ceccagnoli, dirigente medico del Cup, Centro unico di prenotazioni e referente della comunicazione istituzionale aziendale; Guido Cerolini Forlini, esponente della Fimmg (Federazione italiana medici di medicina generale); Silvio Basile, in rappresentanza dello Smi (Sindacato medici italiani)ed Evandro Crisante per Snami (Sindacato nazionale autonomo dei medici italiani).
«È stato riscontrato», ha chiarito la direzione generale, «e condiviso con i rappresentanti sindacali, che i ritardi nell'approvvigionamento, nella distribuzione e nell'effettuazione dei vaccini antinfluenzali hanno determinato un avvio “a singhiozzo” della campagna vaccinale 2020-2021». Un mese fa, ai primi di ottobre, la Asl aveva ricevuto, e distribuito ai medici di base, un primo carico di 34mila dosi di vaccino trivalente e tetravalente somministrato prevalentemente agli over 65 con patologie più gravi. Poi più nulla. «Tali difficoltà non hanno riguardato solo la Asl di Pescara, ma sono dovute all’elevatissima domanda di vaccino a livello nazionale», prova a stemperare l'azienda sanitaria pescarese, costretta a correre ai ripari per giustificare i ritardi nelle consegne delle ditte produttrici di diverse tipologie di vaccini: Agrippal S1, Fluad, Fluarix, Flucelvax, Fluenz, Influpozzi, Influvac trivalente e tetravalente, Vaxigrip, adatti a ogni età e patologia. Nel frattempo cresce l'attesa nei pazienti. Quest'anno, a causa del Covid, anche molti giovani hanno chiesto di vaccinarsi.
«I pazienti sono sempre più inviperiti», rileva Guido Cerolini Forlini, cardiologo e segretario provinciale Fimmg, 80 medici tra Pescara e provincia, «vogliono le dosi di vaccino, spaventati dall'influenza in arrivo. Ci urlano contro che quel che sta accadendo è assurdo e inaccettabile. Non possiamo reggere all'infinito questa drammatica situazione, per tale ragione abbiamo chiesto alla Asl di informare la cittadinanza che i ritardi nell'approvvigionamento non dipendono da noi e neppure dall'azienda sanitaria». La «colpa dei ritardi», prosegue Cerolini, «è delle aziende che non sono pronte alla distribuzione dei vaccini che provengono da Spagna e Francia. Fortunatamente il meteo è clemente e ci sostiene, ma se arriveranno temperature più rigide sarà veramente dura senza scorte. Lo scorso anno avevamo 400 dosi, quest'anno con le richieste aumentate ne abbiamo prenotate 600 ma ne sono arrivate solo 200, esaurite in un attimo. Al momento non facciamo altro che rispondere al telefono».

