L’assassino di Orlando rischia l’ergastolo

11 Maggio 2015

La polizia scava nel delitto per dimostrare che Grieco aveva un piano già deciso. Si va verso un altro interrogatorio

PESCARA. Rischia l’ergastolo Giovanni Grieco, 41 anni. Il presunto assassino del pasticciere di via Buozzi, Giandomenico Orlando, ucciso a 67 anni lo scorso 6 maggio con 4 coltellate sul marciapiedi proprio davanti alla sua attività, potrebbe passare il resto della sua vita chiuso in un carcere. È presto, ma le indagini della squadra mobile di Pescara, guidata dal capo Piefrancesco Muriana, mirano a dimostrare che mercoledì scorso Grieco è sceso in strada per compiere un omicidio già pensato e pianificato. Perché, secondo gli investigatori, quelle coltellate sferrate alla gola di un uomo indifeso che sta gettando la spazzatura rappresentano il culmine di una rabbia covata già dal 2013, l’anno dei primi dissidi tra Grieco e la famiglia Orlando.

Ma Grieco, buttafuori con il culto per il fisico e appassionato di arti marziali, ha sempre pensato, in preda a un ragionamento illogico, di avere ragione a terrorizzare la famiglia Orlando a causa del rumore proveniente dal laboratorio artigianale. L’indagine va avanti proprio su questo fronte: scavare sul perché – l’astio maturato verso la pasticceria e i suoi proprietari – e sulla presunta premeditazione – un piano per colpire la famiglia pensato prima e messo in atto poi. Il reato contestato è omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi: è un esempio classico che potrebbe portare alla pena dell’ergastolo anche se le strade giudiziarie sono tante, a partire da quella che potrebbe portare anche a un’incapacità di intendere e di volere.

Un reato che ha avuto una gestazione lenta: per tre volte, a partire dal 2013, la Divisione Anticrimine della questura di Pescara ha scritto alla procura chiedendo una misura cautelare per Grieco perché «violento» e «aggressivo» ma, per altrettante volte, la procura non ha dato seguito a quelle richieste. Una prima richiesta è del 2013, ma risale già al 1998 la prima condanna per lesioni a carico di Grieco: prese a pugni il suo avvocato difensore quando questi gli presentò il conto di una causa. Le ultime due richieste, nel 2014 e nel 2015, per le minacce di morte rivolte alla famiglia Orlando.

Probabilmente entro oggi, da Teramo – Grieco è stato arrestato a Pineto 8 ore dopo l’assassinio –, gli atti dell’inchiesta torneranno alla procura di Pescara, sulla scrivania del pm Rosangela Di Stefano. È con la procura di Pescara che il difensore di Grieco, l’avvocato Paolo Marino, concorderà un interrogatorio: in quella sede, forse entro due o tre giorni, Grieco potrebbe parlare, difendersi e tentare di spiegare la propria versione dei fatti. Una cosa che non ha fatto, venerdì scorso, di fronte al gip del tribunale di Teramo, Domenico Canosa che l’ha interrogato per un’ora.

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