L’assessore D’Amario: stazioni invernali da riaprire

12 Gennaio 2021

Anche se non è ancora ufficiale, in Italia non si tornerà a sciare il prossimo 18 gennaio.Per questo motivo la Commissione nazionale Turismo con tutti gli assessori al ramo delle Regioni italiane,...

Anche se non è ancora ufficiale, in Italia non si tornerà a sciare il prossimo 18 gennaio.
Per questo motivo la Commissione nazionale Turismo con tutti gli assessori al ramo delle Regioni italiane, riunita ieri in videoconferenza, ha chiesto, con un documento, al Governo «una data certa sulla riapertura delle stazioni invernali e degli impianti, l'approvazione del protocollo d'intesa, inviato lo scorso 30 dicembre al Cts, con il quale si fissano ferree regole di sicurezza per il comparto e la previsione di ristori agli imprenditori della neve, compreso l'indotto, se la chiusura dovesse protrarsi».
A fare il punto della situazione su un tema di grande attualità è l'assessore regionale abruzzese al Turismo, Daniele D'Amario, capofila dei colleghi italiani in sede di Conferenza Stato-Regioni.
«Alla luce del cambiamento delle regole degli ultimi giorni», spiega l'assessore regionale, «in particolare sulle zone a colori e sul fatto che anche le gialle nei fine settimana diventano arancioni, avevamo pensato di integrare la nostra precedente proposta con la data di riapertura fissata al 18 gennaio, dopo che le stesse Regioni avevano rinviato la prima ipotesi del 7 gennaio fatta dall'esecutivo nazionale nel primo Dpcm».
«Così», continua Daniele D’Amario, «abbiamo deciso con un ulteriore atto di disponibilità di chiedere al Governo di darci una data certa e di varare ristori per le aziende, oltre al via libera da parte del Comitato tecnico scientifico, al protocollo sulle regole del gioco, un piano preciso e meticoloso, inviato lo scorso 30 dicembre».
D'Amario non fa previsioni «lasciamo al Governo la scelta», ma non nega che gli imprenditori in tutta Italia puntano a limitare i danni «di una stagione già segnata negativamente» nei mesi di febbraio e marzo, con la possibilità di prolungare il periodo produttivo viste le copiose nevicate di queste settimane. Insomma, per il mondo della neve si registra una mazzata dopo l’altra con praticamente due stagioni intere che rischiano di andare completamente in fumo.