L’assessore: «Entro 48 ore la riviera verrà riaperta»

Tra oggi e domani il traffico tornerà alla normalità, nuova chiusura tra 15 giorni Ma scoppia la polemica sulle spiagge libere affidate a balneatori o albergatori
MONTESILVANO. Potrebbe riaprire già nella giornata di oggi, o al massimo domani, il lungomare di Montesilvano attualmente chiuso al traffico per i lavori di riqualificazione del tratto compreso tra via Torrente Piomba e via Marinelli. A renderlo noto è l’assessore Anthony Aliano, tra i principali promotori del restyling della porzione del litorale della Jova Beach, che tranquillizza residenti e turisti sul fatto che i disagi legati all’interruzione del transito stanno per terminare. Anche ieri, infatti, le strade di Villa Verrocchio, e in particolare via Torrente Piomba, via Marinelli e via Chieti sono state congestionate dalle auto costrette a trovare dei percorsi alternativi per bypassare il cantiere di viale Aldo Moro. «L’innalzamento della sede stradale è ormai praticamente completato», sottolinea l’assessore, «e ora bisognerà attendere il tempo di assestamento dell’asfalto, circa due settimane, per la posa della copertura in resina, a cui seguirà l'installazione dell’arredo urbano. Per questo abbiamo chiesto all’azienda di riaprire il lungomare per non creare ulteriori disagi agli utenti della strada, per poi richiuderlo fra 15 giorni per il tempo strettamente necessario agli interventi mancanti». Intanto, sul fronte litorale non si arrestano le polemiche per la concessione, da parte del Comune, di ulteriori dieci metri di spiaggia libera agli stabilimenti confinanti che ne hanno fatto richiesta.
A puntare il dito contro la giunta De Martinis è il segretario provinciale di Rifondazione comunista Corrado Di Sante che rivolge all’amministrazione una serie di domande, tra cui: «Sulla porzione di spiaggia libera eccezionalmente concessa, i balneatori corrisponderanno un canone demaniale?», chiede Di Sante. «Gli ulteriori ombrelloni saranno affittati a prezzo calmierato? I balneatori richiedenti hanno dovuto certificare il numero di ombrelloni a cui hanno rinunciato per ottemperare alle misure anti-contagio e hanno certificato una stima dei mancati incassi rispetto all’anno precedente? Con la scusa del Covid-19 si usa un bene comune, la spiaggia, come merce di scambio». A fare le spese dell’affidamento aggiuntivo ai balneatori e, in alcuni casi agli albergatori, saranno quest’anno in particolare gli utenti della spiaggia libera compresa tra l’hotel Sea Lion e lo stabilimento Tamanaco, che è stata completamente cancellata. A dichiararsi indignato per il posizionamento dei nuovi ombrelloni privati su quel tratto di litorale, oltre a Di Sante, è anche l’ex consigliere Gabriele Di Stefano che nel 2011, per la stessa ragione, riuscì a raccogliere quasi 500 firme per restituire parte della spiaggia libera ai cittadini. Intanto una buona notizia arriva, per i disabili, da palazzo di città dove, su proposta di Pd e M5S, ieri in commissione è stato approvato il ripristino delle passerelle sulle spiagge libere accessibili.

