L’assessore fa il dj a Radio Città, ma di musica operistica

Stefano Civitarese conduce una trasmissione il martedì sera «I pescaresi? Come i Maestri cantori di Norimberga di Wagner»
PESCARA. L’altra faccia dell’assessore comunale Stefano Civitarese Matteucci è quella riprodotta nella locandina di Radio Città sotto a una citazione del Don Giovanni di Mozart: «Giovinetti leggeri di testa». È il titolo della trasmissione radiofonica che dallo scorso martedì l’assessore alla Mobilità e all’urbanistica ha iniziato a condurre sulle frequenze della radio pescarese (97.800, 88,700)dando voce alla sua passione per l’Opera. Niente a che vedere con i progetti del nuovo stadio, delle aree di risulta e delle piste ciclabili con cui si è messo in mente di ridisegnare in stile europeo la mobilità cittadina e le abitudini dei pescaresi. Solo musica, musica operistica. Tutti i martedì alle 21, per un’ora e mezza.
Assessore, com’è finito alla radio a parlare di Opera?
Per caso. L’opera è un hobby che coltivo da anni. Parlando con Tony Pancella che a Radio Città il mercoledì sera conduce una trasmissione di jazz l’ho buttata lì, sarebbe bello farne una sull’opera. Ci stava pensando anche la radio, e così è iniziata.
Come ci si appassiona all’Opera?
Ho studiato un po’ di musica, ma la passione è esplosa ai tempi dell’università. A Bologna facevo parte della claque del teatro comunale, dove noi ragazzi avevamo il compito, con i nostri applausi, di guidare la platea. Ho visto delle cose bellissime. Da lì ho continuato a frequentare i teatri europei ogni volta che ne ho avuto l’occasione.
Che cosa propone in radio?
Un ascolto guidato, dal ’600 ai giorni moderni. Un percorso a temi, con spunti sull’attualità offerti dalla musica operistica anche meno nota. La prossima puntata andrà in onda a Santo Stefano. Penso che lo spunto sarà il Natale.
Che le hanno detto in Comune dopo la prima puntata?
Non credo lo sappiano. In trasmissione mi sono presentato come professione universitario di diritto con la passione per l’opera.
La sua preferita?
“Don Giovanni”, “Le nozze di Figaro”, Mozart.
Ma Pescara ce l’avrà mai un teatro per l’opera?
Pescara deve valorizzare il teatro Michetti e i poli per gli eventi, come lo stadio adriatico o quello previsto nel parco centrale delle aree di risulta, ma è il Marrucino l’unico vero teatro di tradizione. In un’ottica di area metropolitana il Marrucino potrebbe diventare il teatro dell’opera di tutto l’Abruzzo.
Che ha di bello il genere ?
È una forma di spettacolo completa da cui si possono trarre godimento ma anche tante riflessioni sulla vita, sui periodi storici. E poi, citando Bernstein, è l’unica forma di spettacolo in cui senti persone che cantano contemporaneamente e si riesce a capire quello che dicono e quello che succede. È questo il mistero del teatro musicale.
A quale opera accosterebbe Pescara e i pescaresi?
Ci devo pensare bene. Ecco, “Maestri cantori di Norimberga”, di Wagner. Le tradizioni delle corporazioni di commercianti e artigiani, i maestri cantori, si scontrano con le idee poetiche e musicali moderne di Walter von Stolzing. Ma alla fine tutto si ricompone in una sintesi tra il vecchio e il nuovo. (s.d.l.)

