L’assessore: Trofeo Matteotti un’occasione per il commercio

27 Agosto 2020

Martelli ribatte alle critiche delle associazioni per la manifestazione spostata a sabato  «Data imposta dalla Federazione». Centrosinistra critico: «Si corre su strade dissestate»

PESCARA. «Col Trofeo Matteotti la città di Pescara conquista una vetrina internazionale. Non potevamo dire di no perché la data della gara, sabato 29 agosto, ci è stata imposta dall'Unione ciclistica internazionale. Ma sappiano, gli operatori economici, che il Comune è dalla loro parte». È questa la sintesi del pensiero dell'assessore allo Sport Patrizia Martelli che replica a commercianti e organizzazioni di categoria sui danni provocati dalla scelta di far passare la storica gara lungo le strade della città di sabato, tra le 7 e le 17, anziché di domenica come da tradizione.
Confcommercio, Confesercenti e Confartigianato e singoli negozianti ieri hanno protestato contro la decisione di bloccare la viabilità, da piazza Duca ai Colli, tra Pescara e Montesilvano, nell'ultimo giorno di agosto dedicato allo shopping con i saldi, minacciando di chiudere le attività. Contro il Comune si scaglia anche il consigliere comunale del centrosinistra Mirko Frattarelli che in una nota sottolinea la «straordinarietà di un evento come il Matteotti», ma nello stesso tempo critica l'amministrazione sulle «precarie condizioni del manto stradale pieno di buche e rattoppi».
Tra i vari litiganti emerge l'opinione di Stefano Giuliani, organizzatore del Matteotti che ieri è intervenuto sulla questione e ha buttato acqua sul fuoco delle polemiche spiegando che «la scelta della data della competizione ciclistica non è del Comune, che invece l'ha subita, ma dell'Unione ciclistica internazionale che ha posto un aut aut: o il 29 agosto si gareggia o il Matteotti salta per via della concomitanza di troppe gare nazionali, tra cui il Trofeo Pantani e il Coppa e Bartali, che a causa dell'emergenza Covid hanno subito slittamenti e che ora dovranno essere svolte a date ravvicinate. Ecco, dunque, che per noi non era possibile fare altrimenti». Su queste basi, l'assessore Martelli poggia le sue argomentazioni: «Come amministrazione abbiamo certamente a cuore il successo e la tenuta del sistema commerciale cittadino che rappresenta da sempre il pilastro dell’economia di Pescara. L’amministrazione ha dovuto accogliere, né avrebbe potuto esimersi dal farlo, quanto l’Uci ha richiesto. Si tratta del primo evento del calendario internazionale dopo il lockdown, tutti gli occhi saranno puntati su di noi; un evento che i media trasmetteranno in mondovisione, proiettando le immagini di Pescara per una platea vastissima». Dunque, il Matteotti come opportunità da sfruttare per accrescere il business: «È presumibile che vada a determinarsi, nonostante le interdizioni alla sosta nell’area centrale», spiega Martelli, «un maggiore afflusso in centro di cittadini e visitatori per gli eventi collegati alla competizione; auspico quindi che ciò favorisca un miglioramento del volume di affari per negozi e attività aperte al pubblico. Utilizzeremo al meglio le aree di risulta per accogliere le persone nel cuore del centro commerciale naturale». Quindi ribadisce che «il Comune è dalla parte degli operatori economici, nell’interesse della città e di chi sul nostro territorio continua ad investire con coraggio e determinazione in un momento certamente non facile».
Frattarelli invece rimarca che «non è l’unico neo che gira intorno al Matteotti, che rimane comunque un evento straordinario e storico, da tutelare assolutamente e anzi rendere ancora più affascinante e credibile». «Il Trofeo», aggiunge il consigliere di opposizione, «sarà costretto a correre su strade dissestate e malconce. Ieri pomeriggio, in via Nazionale Adriatica Nord, una squadra di operai è stata chiamata a rattoppare buche e a porre rimedio a un manto stradale in precarie condizioni. Perché non è stato fatto un intervento serio, di riqualificazione e messa in sicurezza delle strade? Da anni la Nazionale Adriatica nord non vede nessun lavoro del manto stradale dove ogni giorno vi sono incidenti e disagi». «A farne le spese è l'immagine della città», conclude il consigliere.
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