L’assessore: «Tutto pronto entro Natale»

1 Aprile 2015

Cuzzi: manca l’impianto antincendio. È vero, i sampietrini sono un’assurdità, ma non li abbiamo scelti noi

PESCARA. «Spero che il mercato sia pronto entro Natale, entro fine anno. Non lo prometto, ma ci spero». L’assessore al Commercio Giacomo Cuzzi spiega al Centro lo stato dei lavori, ma prima precisa: «Tutte le lacune progettuali sono state immaginare e realizzate da altri, al netto di questo dico anche che una struttura come questa, costata un milione e mezzo, non va buttata a mare, ma anzi deve diventare il fulcro del centro commerciale naturale che vogliamo fare. Con tutti i limiti che ci sono, vogliamo farla decollare al più presto e renderla produttiva»

Ma che cosa manca?

«L’impianto antincendio. Abbiamo avuto un problema sulla tipologia di impianto che deve servire l’intera struttura, ma l’abbiamo superato una decina di giorni fa dopo una riunione con i tecnici e il comandante dei vigili del fuoco. Ci vogliono circa 60 mila euro, una volta ottenuto il parere dei vigili del fuoco partiamo con i lavori».

E poi avete finito?

«No, in questi giorni si firma un contratto, l’appalto da 250mila euro è già stato aggiudicato, per l’aerazione, la ventilazione e la chiusura degli accessi, a cominciare dal cancello esterno».

È vero che con tutti questi ritardi molti artigiani che avevano ottenuto i box al piano di sopra hanno disdetto?

«Non mi risulta. So che in passato si sono ritirate due attività, ma per il piano di sopra dobbiamo far partire solo il bando per il ristorante, e quello per il bar al piano inferiore. Il secondo piano è ancora area cantiere, è inutile far entrare i privati a sistemare i loro box prima che la struttura possa funzionare».

Altro problema segnalato da commercianti e clienti, l’assenza di parcheggi.

«Su questa struttura, dove sono stati spesi molti soldi pubblici, un milione e mezzo di euro, va fatto un salto culturale, gli operatori devono assumere la consapevolezza che oltre al mercato tradizionale deve diventare altro. È questa la sfida: fare di questo mercato un posto dove chi arriva trova le attività tradizionali, i prodotti dei contadini, la pescheria, il panificio, ma anche eventi, street food, ristoranti e prodotti tipici. È questo il modello da immaginare».

Una sfida dai tempi un po’ troppo lunghi.

«L’allungamento dei tempi non è una nostra responsabilità. Anzi, noi li abbiamo velocizzati. E poi volete sapere quello che penso davvero? I sanpietrini dentro al mercato sono un assurdità, è vero. Ma anche questo, non l’abbiamo scelto noi».

(s.d.l.)

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