L’associazione: a oncologia resterà solo un medico

PENNE. A rischio il futuro dell’oncologia dell’ospedale San Massimo di Penne. A lanciare l’allarme è l'associazione vestina per l’oncologia (Avo), che da 10 anni opera a sostegno del day hospital di...
PENNE. A rischio il futuro dell’oncologia dell’ospedale San Massimo di Penne. A lanciare l’allarme è l'associazione vestina per l’oncologia (Avo), che da 10 anni opera a sostegno del day hospital di oncologia di Penne e dei malati del territorio. L’associazione presieduta da Tecla Rosa si è detta fortemente contraria all’ennesimo taglio di personale medico del day hospital di oncologia del nosocomio vestino. Aperto nel 2001, il reparto inizialmente poteva contare su tre medici, due a tempo pieno più un responsabile, il dottor Donato Natale, per 3 giorni a settimana. Via via il personale medico è stato ridotto e l’associazione vestina è stata costretta anche a pagare un medico per tre anni in modo da mantenere un servizio adeguato. Dal prossimo 1° giugno, però, dovrebbe rimanere un solo medico. La dottoressa Fornarini, infatti, sarà messa in turno anche nel reparto di medicina, diventando part time per oncologia, e lasciando il dottor Vizioli solo 3 giorni a settimana. L’associazione Avo, che nel corso degli anni si è spesa per rendere il reparto di oncologia di Penne un vero e proprio fiore all’occhiello del San Massimo, acquistando macchinari, mobili e pagando anche la formazione del personale infermieristico, ha ritenuto inaccettabile l’ennesimo taglio ai danni dell’importante reparto.
«Si tratta di uno smembramento», ha tuonato la presidentessa dell’Avo Rosa. «Un colpo di mannaia che potrebbe esser letale per il destino del nostro day hospital. Mettendo in turno con il reparto di medicina la dottoressa Fornarini, l’oncologia vedrebbe venir meno la continuità della presenza medica. In questo modo si rischia di colmare la carenza di personale medico del reparto di medicina creandone un'altra che potrebbe risultare fatale per l’oncologia». L'Avo, che ha sostenuto in tutti i modi il day hospital di oncologia di Penne, protesta vivamente contro la Asl di Pescara. «Queste gravi carenze», ha continuato Tecla Rosa, «nascono perché nonostante le numerose richieste il reparto di oncologia non ha mai avuto un suo organico nei vari atti aziendali susseguitisi in questi anni. Non ci si può vantare di avere tante chirurgie a vocazione oncologica nella Asl di Pescara, quando nell’oncologia di Penne, che ha un tasso altissimo di pazienti, poi vengono ridotti i servizi che garantiscono la terapia post operatoria oncologica. Facciamo un sentito appello alla direzione Asl affinché la carenza del reparto di medicina non venga risolta sulla pelle del day hospital di oncologia», ha concluso.
Francesco Bellante
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