L’asta per le terme ancora deserta «Ma adesso si abbassi il prezzo»

Anche il quarto tentativo di affidamento dell’impianto è fallito, salta di nuovo il progetto di rilancio Il presidente Marsilio: «Immobili sopravvalutati». Confindustria: «Sbagliato dividere il patrimonio»
CARAMANICO. «Apprendiamo a malincuore che anche la quarta asta per l'affidamento delle terme di Caramanico è andata deserta». A darne notizia è stato ieri il presidente della Regione Marco Marsilio.
«All'esito della terza asta», ha ricordato, «i liquidatori del tribunale giustificarono il fallimento dell'asta per il fatto che la Regione non avesse ancora concluso l'iter di concessione delle acque termali, cosa che nel frattempo è avvenuta, senza effetti positivi sull'esito della quarta asta. Segno che, forse, non era quello il problema. Mi permetto di suggerire ai liquidatori di operare un brusco taglio alla base d'asta degli immobili, per i quali ormai è conclamato che la stima sia stata sopravvalutata e che non sono sufficienti i modesti decrementi di pochi punti percentuali ad ogni asta per renderli appetibili al mercato». «Consiglio anche ai liquidatori»,ha affermato il presidente della Regione, «di avere l'umiltà di convocare e ascoltare Federterme che sin dalla prima asta ha espresso rilievi e perplessità sulle modalità di svolgimento della stessa, ma che mai sono stati auditi o consultati formalmente. Se si vuole veramente rilanciare le terme di Caramanico non si può non ascoltare chi di terme vive in tutta Italia. Nel frattempo rivendico che oltre ad aver espletato con successo la gara di concessione delle acque, nell'Accordo di coesione firmato con il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sono previsti 9 milioni e mezzo di euro a disposizione del Comune di Caramanico come soggetto attuatore, per realizzare un impianto pubblico che sappia garantire il termalismo a Caramanico» «Purtroppo, come prevedibile», si legge in una nota di Federterme-Confindustria, «anche oggi (ieri, ndr) le aste per i due complessi termali di Caramanico, gioiello del termalismo abruzzese, sono andate deserte. La soluzione adottata ovvero dividere il patrimonio termale in due lotti, dall'inizio criticata da Federterme-Confindustria, rende meno attrattivo per investitori seri, anche stranieri, partecipare alla procedure del rilancio delle terme e del territorio. Dividere un patrimonio termale in due lotti distinti e separati è una scelta industriale che va contro la razionalizzazione dell'attività, la capacità di marketing, la possibilità di aggredire i mercati e di sviluppare ricerca ed innovazione. Si chiede con determinazione al tribunale competente di unificare le procedure nell'interesse del territorio, dell'occupazione, della possibilità di generare cure ai cittadini. Federterme Confindustria si pone al servizio delle istituzioni per supportare il processo di rilancio delle Terme di Caramanico».

