L’attacco di M5S e Pd al governatore

3 Dicembre 2020

Per Marcozzi e Pepe finora ha sbagliato. Ma Testa e Pagano lo difendono a spada tratta

L’AQUILA. «Non mi interessa il teatrino della politica su cui vorrebbe trascinarci il centrosinistra abruzzese». Marco Marsilio liquida così le critiche mossegli dalle opposizioni in merito alla gestione dell’emergenza Covid, dopo la mancata uscita dell’Abruzzo dalla zona rossa decretata dallo stesso Marsilio con qualche giorno di anticipo rispetto al del Governo.
La risposta del presidente della Regione ha dato adito ad altri attacchi, quelli dei Cinque Stelle (con Sara Marcozzi), e del Pd (con Dino Pepe); ma durante la diretta social della conferenza stampa, contro il governatore si è scatenato anche il malumore dei cittadini. MARCOZZI. «Le cose sono due: o Marsilio non sapeva quello che faceva quando ha disposto la zona rossa oppure oggi è in malafede e tenta goffamente di scaricare sul governo nazionale le conseguenze della sua ordinanza» afferma la capogruppo M5S in consiglio regionale. «Marsilio non conosceva il contenuto dei Dpcm quando emanava l’ordinanza? Lo scopre solo oggi e cade dalle nuvole: se è così, significa che ha preso decisioni determinanti per il futuro del nostro territorio senza essere del tutto consapevole di ciò che queste potessero comportare. Oppure è in malafede. Non so dire cosa sia peggio. Fino a poche settimane fa, ci ripeteva che tutta l'Italia sarebbe stata zona rossa, mentre adesso lo scenario più concreto è che a ritrovarsi in zona rossa sarà solo l'Abruzzo».
LA REPLICA/1. Alla pentastellata ha risposto il capogruppo di Fratelli d’Italia Guerino Testa: «La consigliera Marcozzi sa benissimo di essere in malafede nel raccontare una storia che non esiste. Lei stessa, nella riunione convocata dal presidente per condividere con tutti i gruppi consiliari la scelta di anticipare l’ingresso in zona rossa, aveva dato l’assenso a misure più restrittive di fronte all’evidenza dei dati epidemiologici e alle previsioni del Comitato tecnico scientifico che le furono rappresentati».
LA REPLICA/2. Anche Forza Italia, con il coordinatore regionale e senatore Nazario Pagano, ha difeso l’operato di Marsilio: «La scelta di anticipare la zona rossa è una valutazione suggerita dal Cts abruzzese, certe scelte si fanno su basi e dati scientifici e in quel momento c'era necessità di chiudere per anticipare la via d'uscita dai contagi».
L’ALTRO ATTACCO. «Il romano Marsilio, dopo aver deliberato il passaggio della nostra regione in zona rossa il 18 novembre, ora ci fa sapere che ha chiesto al governo di modificare le norme nazionali e velocizzare il passaggio in zona arancione» ha commentato Pepe, consigliere regionale del Pd. «Gli abruzzesi sono esausti per una gestione dell’emergenza finita sulle cronache nazionali, le attività rischiano di restare chiuse una settimana in più sotto Natale».
I CITTADINI. Ma anche l’opinione pubblica ha sfogato la rabbia, almeno a giudicare dalle decine di commenti molto critici postati ieri durante la diretta facebook del presidente della Regione. (ro.ciu.)