L’attacco di Marsilio a due ministri: Abruzzo penalizzato

21 Maggio 2020

Cancellati 50 milioni per la bonifica delle discariche di Bussi «Costa annulla la gara, portiamo avanti le rivendicazioni»

L’AQUILA. Prima il miele, parlando di «leale principio di collaborazione istituzionale» all’annuncio della firma della nuova ordinanza che va ad allineare l’Abruzzo alle misure del governo sulle riaperture. Poi il fiele, all’indirizzo dei ministri Sergio Costa (Ambiente) e Giuseppe Provenzano (Sud e Coesione territoriale). Il mittente è lo stesso, Marco Marsilio, presidente della Regione. Non c’entra niente il coronavirus con l’ultima polemica politica tra l’esponente di Fratelli d’Italia e i rappresentanti dell’esecutivo Conte. La prima stoccata nasce attorno al caso Bussi, l’altra riguarda la distribuzione dei fondi europei.
«Non possiamo accettare la decisione del ministro dell’Ambiente che ha annullato la gara per la bonifica delle discariche di Bussi dopo un’attesa durata anni», sottolinea il governatore, «anni in cui gli abruzzesi hanno atteso che 50 milioni venissero utilizzati per bonificare quei siti inquinati e provvedere alla reindustrializzazione del territorio. Questa notizia farà perdere altro tempo e rischia di sottrarre fondi importanti per l’Abruzzo; fondi che di fatto sono stati restituiti al ministero dell’Economia nella presunzione che adesso Edison, siccome ha perso la causa, farà la bonifica. Purtroppo, abbiamo già sentore del fatto che Edison presenterà progetti minimali, non di bonifica integrale e di ripristino in sicurezza del sito. Ho già parlato con il sindaco di Bussi e continueremo a portare avanti le legittime rivendicazioni del territorio per ottenere la bonifica e la sanificazione dell’area».
L’altro capitolo polemico è relativo ai fondi Fesr, con la replica alle dichiarazioni fatte nell’aula della Camera da Provenzano. «Se sull’utilizzo dei fondi europei esistono ritardi, il Pd ne è responsabile», dichiara Marsilio, «l’anno scorso la Regione era ultima in classifica per l’utilizzo dei fondi europei: quando siamo entrati in carica abbiamo preso di petto questa situazione ed è stata la commissione europea a rilevare forti accelerazioni. Il ministro, per la seconda volta, ha fornito dati scorretti; adesso stiamo su una spesa del 26,7%, molto vicino al Veneto, a dimostrare che l’Abruzzo lavora. Provenzano ha citato tra i casi negativi due regioni del centrodestra, chissà perché».
Marsilio, dopo aver espresso soddisfazione perché ieri non sono stati registrati decessi legati al Covid-19, ha ufficializzato l’arrivo dell’ultima ordinanza (la numero 62), di cui il Centro ha dato ampie anticipazioni nei giorni scorsi. Ordinanza accompagnata da 16 protocolli che recepiscono e integrano le linee guida del governo sulle riaperture. «Abbiamo chiesto a Province e Comuni di fornirci osservazioni, alcune le abbiamo ricevute e accolte, come l’organizzazione dei mercati all’aperto e la gestione delle spiagge libere», afferma Marsilio, «tra le altre misure, ad esempio, abbiamo tolto le autocertificazioni per gli artigiani, che non sono previste nel nuovo protocollo nazionale, o nell’ambito dei rifuggi montani abbiamo consentito la ristorazione. Per i trasporti abbiamo scelto di mantenere una linea di cautela. Dal primo giugno prossimo, tuttavia, andremo a ripristinare i servizi: raggiungeremo il 70% per i bus e l’80% per i treni. Per gli stabilimenti balneari è ancora aperto un confronto».
L’ordinanza 62 dichiara anche superati 8 precedenti provvedimenti. Tornano le aperture di negozi e centri commerciali nei festivi (salvo diverse decisioni dei Comuni) e anche le attività extralberghiere sono ammesse. Cadono i divieti sulle seconde case. L’ordinanza consente le professioni della montagna, per assicurare il soccorso e la sicurezza, e il soccorso speleologico. Restano sospese le attività di centri benessere, centri termali (fatta eccezione per le prestazioni che rientrano nei livelli essenziali di assistenza), centri culturali e centri sociali, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, sale ballo anche per corsi, discoteche e parchi divertimento.
©RIPRODUZIONE RISERVATA