L’attesa è lunga? Scatta la violenza

Gli operatori del pronto soccorso sono le prime vittime, i casi peggiori di notte
PESCARA. Lunghe attese e sovraffollamento sono le principali cause degli episodi di aggressioni, talvolta fisiche, quasi quotidianamente verbali, nell’ospedale di Pescara. Il pronto soccorso è il luogo dove più frequentemente accadono casi di violenza che mettono a rischio gli operatori. Ma non mancano fatti spiacevoli nei reparti, come in Psichiatria, Chirurgia o Geriatria. Tre mesi fa, due infermieri del pronto soccorso, insieme a tre poliziotti, hanno ottenuto un risarcimento simbolico, per aver vinto una causa contro una persona denunciata per oltraggio a pubblico ufficiale. L’episodio risale al 2017, quando un uomo ha aggredito e minacciato il personale del triage. All’arrivo della squadra volante, la violenza è proseguita nei confronti dei poliziotti, che hanno arrestato l’uomo in flagranza. A ottobre i cinque aggrediti hanno ottenuto il risarcimento che, come spiegano i protagonisti della vicenda, «è assolutamente simbolico. Un fatto mai accaduto prima, che rappresenta un precedente per chi è ormai quasi assuefatto ai casi di violenza». Nell’ultimo anno ad esempio, un operatore è stato schiaffeggiato al pronto soccorso. Ci sono poi la guardia giurata morsa da un tossicodipendente, il medico di ginecologia aggredito dal marito di una paziente, e ancora un dipendente preso a schiaffi da un automobilista che aveva lasciato la vettura nel piazzale davanti al pronto soccorso. «La percentuale di aggressività da parte dell’utenza dell’ospedale è elevatissima», spiega Enrico Di Sigismondo, coordinatore infermieristico del 118, fino a un anno fa in pronto soccorso, «soprattutto nei confronti degli infermieri triagisti che assegnano i codici di priorità ai pazienti. Le attese prolungate per ore provocano reazioni avverse di familiari e pazienti. Le violenze si verificano soprattutto negli orari notturni, scatenate spesso da persone sotto l’effetto di alcool o droghe. Questo genere di episodi coinvolge meno gli operatori del 118, che esauriscono l’intervento in un tempo breve. Se l’aggressività si manifesta già nel contatto telefonico, viene immediatamente valutato l’ausilio delle forze dell’ordine».(m.pa.)
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