L’auto della strage di Capaci in piazza Sacro Cuore per 3 giorni

La Fiat Croma della scorta del giudice Falcone sarà esposta da sabato mattina a lunedì pomeriggio Coinvolti 19 istituti superiori della regione. Nodari: «È il monumento dell’antimafia e della legalità»
PESCARA. Nome in codice «Quarto Savona 15». Veniva chiamata così, nei collegamenti radio con la sala operativa della polizia, la Fiat Croma su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone. Nell’attentato di Capaci del 23 maggio 1992 in cui hanno perso la vita il giudice, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti Vito Schifani, Antonio Montinaro e Rocco Dicillo, quell’auto è stata disintegrata. È rimasto solo un groviglio impressionante di ferraglie accartocciate, diventato simbolo della lotta alle mafie. I resti della Croma “viaggiano” in una teca, attraversano l’Italia, portando ovunque un messaggio di legalità, rivolto principalmente ai giovani. Affinché tutti riflettano e scelgano una strada diversa rispetto alla malavita.
La teca sarà a Pescara, in piazza Sacro Cuore, da sabato mattina (alle 10) a lunedì pomeriggio, visibile a chiunque, in una cornice particolare, allestita per richiamare alla memoria le stragi di Capaci e via D’Amelio. L’iniziativa è stata fortemente voluta da Leo Nodari, organizzatore del premio nazionale Paolo Borsellino. È riuscito a realizzare il progetto di portare la “Quarto Savona 15” in Abruzzo, nell’ambito della 23esima edizione del premio, grazie all’intervento del questore di Pescara, Francesco Misiti. «Senza di lui», dice Nodari, «non ce l’avremmo fatta».
Ricordando quel tragico 1992, quando era all’Antimafia di Palermo, Misiti parla di «uno spartiacque». Fu allora, osserva, che «cominciò la vera lotta alla mafia, a cui ho partecipato. E li abbiamo presi tutti. Grazie al sacrificio di questi ragazzi è nata la reazione dello Stato alla mafia e nel giro di qualche anno sono stati inflitti colpi durissimi».
Quella lotta non si è fermata, per Nodari, che vede dei segnali della presenza delle mafie anche in Abruzzo. «Se qui sono meno presenti è perché lo Stato si dimostra forte e determinato e fa in modo che non entrino in questo territorio in maniera più prepotente», commenta. Sono tante le persone che hanno «voglia di lottare» e la presenza della Croma a Pescara in vista dell’anniversario del 23 maggio vuole stimolare le coscienze di tutti, per sviluppare una sensibilità positiva a certi temi. La Croma, dice Nodari invitando i pescaresi a essere presenti in piazza nei tre giorni, è un «monumento all’antimafia e alla legalità. Questa macchina sbriciolata porta a non dimenticare e fa riflettere. Ci fa chiedere da che parte stare: quella della legalità o quella del malaffare?». La tappa abruzzese (potrebbe essercene un’altra a Chieti) vuole essere un «momento forte di educazione» per gli oltre 4500 giovani coinvolti, di 19 istituti superiori della regione: 2500 sono attesi sabato, 1500 lunedì mentre domenica la piazza sarà animata da 600 scout. Una riflessione viene sollecitata anche dal procuratore della Repubblica, Massimiliano Serpi. «Nessuno di noi sa dire a priori cosa avrebbe fatto al posto di Falcone e Borsellino. Ma se ci voltassimo dall’altra parte di fronte alla prepotenza nei confronti di un debole, sarebbe un’ulteriore offesa nei confronti di Falcone». I due giudici, fa notare il prefetto Gerardina Basilicata, «hanno percorso la strada della giustizia fino al sacrificio della propria vita. Ed è importante che passi questo messaggio anche nelle zone in cui non si conosce l’atrocità a cui può arrivare la mafia. È un modo per consentire ai ragazzi di scegliere la propria strada».
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