L’auto guida la ripresa nella regione

I valori delle esportazioni hanno superato nel 2016 quelli pre-crisi. Trend confermato anche nel 2017
PESCARA. Nel 2016 le esportazioni delle aziende abruzzesi hanno superato in valore quelle del periodo pre-crisi (2008). Un dato confermato anche dai numeri del primo trimestre del 2017. Segno che la ripresa è realtà anche in Abruzzo, almeno per le imprese esportatrici. Mentre resta difficile la situazione delle aziende che puntano soprattutto sul mercato interno.
Lo si evince dal XXXI Rapporto Ice 2016-2017 (l’Istituto per il commercio estero) “L’Italia nell’economia internazionale”, dal quale emerge che nel 2016 le esportazioni italiane sono cresciute dell’1,2 per cento rispetto all’anno precedente. In questo contesto la crescita delle esportazioni dell’Abruzzo sono aumentate del 9,7 per cento rispetto al 2015, per un valore complessivo di 8,17 miliardi di euro (nel 2008 è stato di 7,6 miliardi).
Anche le importazioni sono aumentate (+1,4%), in controtendenza con la media nazionale (-1,3%). Anche i dati relativi al primo trimestre del 2017 mostrano un incremento delle esportazioni abruzzesi dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2016, inferiore però rispetto alla media nazionale (+9,9%). Migliore la dinamica delle importazioni (+7,1%), sebbene anche in questo caso il dato sia inferiore a quello nazionale (+13,7%). A livello settoriale si conferma la crescita delle esportazioni di mezzi di trasporto (+4%), dunque soprattutto Sevel e Honda, e dei prodotti alimentari (+5,2%) e dei prodotti tessili (+10,4%). Si sono invece contratte le esportazioni di macchinari e apparecchiature (-12,5%).
L’aumento delle esportazioni abruzzesi ha coinvolto tutti i principali mercati di sbocco, con l’UE come destinazione di tre prodotti su quattro. La Germania si conferma primo mercato per l’Abruzzo con 426 milioni di valore in merci, seguita da Francia (390 milioni) e Regno Unito (177 milioni). Per tutte le altre aree geografiche si sono registrati incrementi dei flussi, tranne per i paesi dell’Africa settentrionale (-17,4%).Gli Stati Uniti rappresentano il più importante mercato extracomunitario per un valore di 124 milioni di euro.
«L’andamento più che positivo delle esportazioni abruzzesi», si legge nel rapporto Ice, «è spiegato dall’impennata delle esportazioni dei suoi principali settori. Mezzi di trasporto e macchinari e apparecchiature, complessivamente rappresentanti circa il 60% delle esportazioni regionali, hanno goduto di incrementi dei flussi ben superiori alla media regionale (+12 e +14,8%). Altri settori chiave dell’economia abruzzese hanno registrato aumenti superiori alla media nazionale (+1,2%), sebbene inferiori a quella regionale, come i Prodotti alimentari (+3,6%) e i Prodotti in metallo (+18,4%)».
Anche le esportazioni regionali di servizi hanno mostrato una dinamica (+7,1%) nettamente superiore alla media nazionale (+4,4%), sebbene il contributo della regione resti poco rilevante (337 milioni di euro, pari allo 0,5% del totale nazionale).
Gli operatori all’esportazione abruzzesi sono stati 3.409 nel 2016 (1,6% del totale nazionale), con un valore medio esportato per operatore, pari a 2,4 milioni di euro. Un dato superiore alla media nazionale di 1,9 milioni di euro.
L’incremento delle esportazioni regionali ha coinvolto tutte le quattro province abruzzesi, seppur con intensità diversa.
Preponderante il peso della provincia di Chieti, dove operano le più grandi imprese esportatrici, con il 71,3 per cento del totale regionale. Escluso il lieve consolidamento delle esportazioni dalla provincia di Pescara (la cui quota è aumentata dello 0,1%), l’espansione della provincia di Chieti ha eroso le quote dell’Aquila e di Teramo, nonostante anch’esse abbiano registrato aumenti nelle esportazioni rispetto al 2015 (+6,1 e +4,4%).
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