L’autopsia: Alessandro ucciso dalla droga

29 Luglio 2020

Fatale al 21enne pescarese un’emorragia cerebrale dopo un’intossicazione violenta. Ma il fascicolo resta senza indagati

PESCARA. Alessandro Di Nino, il giovane di 21 anni trovato in fin di vita intorno alle 6 del mattino di sabato scorso in una stanza dell'hotel Holiday di Pescara, poi deceduto qualche ora dopo, alle 10,25, nel reparto rianimazione dell'ospedale, sarebbe morto per una emorragia cerebrale a seguito di intossicazione violenta di droga. Questo è il primo, importante, risultato dell'autopsia alla quale la vittima è stata sottoposta ieri mattina dal medico legale Ildo Polidoro. Oggi, l’addio di quanti volevano bene a questo ragazzo.
SESSANTA GIORNI Ci vorranno i soliti 60 giorni prima di avere una consulenza definitiva, con tutti gli annessi esami tossicologici, ma questo primo risultato circoscrive di molto il caso e sgombra definitivamente il campo da ogni altra ipotesi circolata nell'immediatezza del ritrovamento del ragazzo nella stanza dell'hotel in una pozza di sangue per le ferite riportate a una gamba.
L'emorragia sarebbe uno degli effetti collaterali di "assunzione massiva" di droga, come sarebbe emerso dall'esame autoptico: nel caso specifico si parlerebbe di cocaina, che la vittima pare assumesse da tempo. Ma quella notte, in particolare, nella stanza dell'hotel che era stata presa da un amico della vittima, M.S., di Roma, di droga Alessandro ne avrebbe assunta forse più del solito. INCHIESTA CONTRO IGNOTI Questo primo risultato dell'autopsia non fa dunque che confermare l'ipotesi avanzata dal sostituto procuratore Rosangela Di Stefano, che ha aperto un fascicolo contro ignoti, al momento, per violazione dell'articolo 586 che sarebbe morte come conseguenza di altro reato.
E questo potrebbe essere, a questo punto, soltanto legato a chi avrebbe fornito la droga ad Alessandro. Su questo aspetto sono concentrate le attenzioni dei carabinieri del colonnello Gaetano La Rocca che proprio ieri hanno fatto il punto della situazione proprio alla luce dei risultati peritali che, ripetiamo, dovranno essere ancora depositati ufficialmente (ma già dai primi accertamenti effettuati dai medici del pronto soccorso quando Alessandro era ancora in vita, le tracce di droga erano state evidenziate).
La posizione dell'amico che quella sera si trovava con Alessandro, è stata oggetto di una serie di verifiche che non sono ancora terminate.
PORTA CHIUSA DALL’INTERNO Resta il fatto, sempre al momento, che il fascicolo, anche dopo aver a lungo sentito il giovane romano che aveva prenotato la camera d'albergo, è ancora senza indagati.
E' certo che l'amico di Alessandro è uscito dalla camera per andare a prendere le sigarette e quando, dopo circa 15 minuti, sarebbe tornato in hotel, avrebbe trovato la porta della camera chiusa dall'interno tanto che per entrare è stato costretto a chiamare il portiere di notte.
Nella stanza Alessandro giaceva su di un letto di sangue e i vetri della finestra erano rotti. E anche quella rottura del vetro potrebbe essere la conseguenza della forte eccitazione di Alessandro, sotto l'effetto della droga.
CHI HA FORNITO LA COCAINA? Il punto, dunque, è capire da dove arrivava quella droga consumata. Se l'abbia consumata anche l'amico romano. È su questo versante che si svilupperanno le indagini dei carabinieri che non trascurano nulla, nonostante le dichiarazioni, ritenute credibili, dell'amico di Alessandro.
Oggi pomeriggio, alle 17,30, i funerali nella chiesa di Nostro Signore Gesù, in piazza Alcyone.
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