L’Autorità: «Mancano le carte complete»

2 Aprile 2022

Novantadue euro di pedaggio autostradale per andare da Pescara a Roma, ottantatré da Teramo, cinquantacinque dall’Aquila. Nel 2030 sarà salatissimo viaggiare sulle autostrade A24 e A25. Il rincaro,...

Novantadue euro di pedaggio autostradale per andare da Pescara a Roma, ottantatré da Teramo, cinquantacinque dall’Aquila. Nel 2030 sarà salatissimo viaggiare sulle autostrade A24 e A25. Il rincaro, rispetto alle tariffe di oggi, sarà mediamente del 375%, quota a cui si arriverà gradualmente con un aumento costante del 15,81% ogni anno, a partire già da quello in corso. Questo, almeno, è quello che prevede il Piano economico finanziario Pef inviato dal concessionario delle due autostrade, cioè la società Strada dei parchi, agli organi del Governo per la sua approvazione.
A svelare indirettamente le cifre in ballo sui pedaggi, però, è stata nei giorni scorsi l’Autorità di regolazione dei trasporti Art, chiamata a esprimere un parere proprio sul Pef e le tariffe previste. A coinvolgerla è stato il commissario ad acta nominato per dare esecuzione della sentenza del Consiglio di Stato del 2019 che condannava l’allora ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti – oggi delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile – a esprimersi sul Pef di Strada dei Parchi. Nelle ultime righe della sua risposta al commissario ad acta Sergio Fiorentino – e per conoscenza anche al ministero delle Infrastrutture, al ministero dell’Economia e alla stessa Strada dei Parchi – l’Autorità mette nero su bianco l’aumento previsto dal Pef, non nascondendo timori per la sua entità spalmata negli anni dal 2022 al 2030.
«INGENTE INCREMENTO
TARIFFARIO»
Scrive l’Autorità per la regolazione del traffico nella sua nota di risposta firmata dal segretario generale Guido Improta: «Appare doveroso far rilevare come, in considerazione dell'ingente incremento tariffario contemplato dal Piano in oggetto — che vede il livello tariffario crescere annualmente del 15,81% a partire dal 2022, determinando al 2030 un pedaggio medio che ammonterebbe addirittura al 375% di quello oggi vigente, ponendo evidenti problemi di sostenibilità per l’utenza — appaia opportuno che la competente Direzione generale del ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile provveda a verificare l’adeguatezza delle previsioni di traffico assunte nel Pef, tenuto conto dei potenziali effetti negativi che potrebbero scaturire dall'elasticità della domanda rispetto alle rilevantissime variazioni di prezzo ipotizzate per l'accesso all'infrastruttura autostradale».
L’Art, inoltre, segnala come questa versione del Pef che ha analizzato sia basata «su elementi tecnico-economici radicalmente differenti» rispetto a quella di cui aveva rilasciato un parere nel 2019, sia in merito alla durata della concessione sia del piano degli investimenti, f ma anche in merito all’incremento tariffario annuo complessivamente previsto.
LA SIMULAZIONE
DELLE NUOVE TARIFFE
Con le variazioni percentuali medie citate nel documento dell’Art, si può simulare quanto è previsto che aumentino le tariffe per le auto su A24 e A25. A partire dalla tratta più lunga e costosa verso la Capitale, quella dal casello di Chieti/Pescara a Roma, che passerebbe dai 19,40 euro del pedaggio attuale, ai 22,46 euro del primo step di aumenti previsto entro il 2022, fino ai 92,14 euro del 2030. La tratta Teramo – Roma, invece, passerebbe dagli attuali 17,50 euro, ai 20,26 euro nei prossimi mesi, fino ai 83,12 euro del 2030. Per L’Aquila Ovest - Roma, invece, da 11,60 euro a 13,43 euro fino a 55,10 euro. Da Avezzano a Roma: da 10,10 euro a 11,69 euro fino a 47,97 euro.
Salatissime, secondo le simulazioni, diventerebbero anche le tratte interne all’Abruzzo, tra i capoluoghi di provincia e la città di Avezzano. La Chieti/Pescara – Avezzano passerebbe infatti dagli attuali 9,60 euro di pedaggio agli 11,11 euro entro fine anno, fino a 45,60 euro nel 2030. La tratta da Teramo a L’Aquila Est da 5,40 euro a 6,25 euro fino a 25,65 euro. La tratta da L’Aquila Ovest ad Avezzano, invece, da 4,90 euro di oggi a 5,67 euro nel 2022 fino a 23,27 euro nell’anno 2030.
IL BRACCIO DI FERRO
TRA SOCIEtà e MINISTERO
Quello tra Strada dei Parchi e ministero delle Infrastrutture è un lungo e complesso braccio di ferro su concessione, opere, Pef e pedaggi. L’impresa di Carlo Toto vanta diverse proposte di Pef presentate e finora ignorate dal Governo, ma anche sentenze favorevoli del Consiglio di Stato per i milioni di euro anticipati per la messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25 senza che fossero adeguate le tariffe. L’ultima sentenza in ordine di tempo è in realtà del Tar del Lazio. È arrivata all’inizio del mese di marzo ed ha visto i giudici dichiarare inammissibile un ricorso di Strada di Parchi contro una nota del ministero. Materia giuridica e molto tecnica, quella della nota e della sentenza, che però danno la misura di una vera e propria guerra in corso.