L’avida speculazione su mascherine e gel

11 Marzo 2020

Avviati controlli della Finanza per arginare il fenomeno E c’è anche l’incubo delle truffe a domicilio o sul web

PESCARA. Mascherine e gel disinfettanti sono merce rara, tanto che i fenomeni speculativi dettati dall’umana avidità si muovono alla stessa velocità di propagazione del virus cinese. Perché in situazioni come questa si cerca il facilissimo guadagno sulle necessità immediate e sulle paure della gente. Com’è avvenuto già nei primi giorni dell’emergenza. In attesa dell’arrivo di presidi sanitari – il governo ha annunciato che la prossima settimana saranno in Italia dalla Cina aerei cargo con 100mila mascherine di massima tecnologia, 2 milioni di mascherine mediche ordinarie, 50mila tamponi, 20mila tute protettive, 1000 ventilatori polmonari – sono in corso controlli capillari in tutte le attività commerciali dell’Abruzzo da parte della Guardia di finanza.
Il pericolo corre anche su internet, dove i fenomeni speculativi di vendita di prodotti antivirus – anche su note piattaforme commerciali – ha assunto dimensioni notevoli, con annunci eclatanti (rincari del 400%, per esempio le mascherine in confezioni da 5 pezzi erano vendute a 189 euro).
Le insidie sul web sono ancora più sottili, poi, quando anziché limitarsi a vendere prodotti e a proporre un prezzo esorbitante ed eccessivo si arriva a proporre fantomatici rimedi contro l’infezione. È il caso, ad esempio, dei Coronavirus shop, siti scoperti dalla Finanza che spacciavano come “antidoti” contro il virus un’ampia serie di prodotti come ionizzatori di ambienti, tute, guanti e addirittura integratori alimentari. Ovviamente con prezzi alle stelle. Una vera e propria frode in commercio. Il Nas ha segnalato alla magistratura anche una professionista dietologa che voleva “ingrassare” i propri guadagni asserendo di poter fornire indicazioni su un’alimentazione corretta per evitare il contagio da coronavirus e i cibi che, al contrario, l’avrebbero favorito.
Ma non è l’unico rischio che si corre di questi tempi. C’è da prestare la massima attenzione alle truffe. Come quella del tampone. Giorni fa, nella Marsica, quattro napoletani sono stati rintracciati dai carabinieri. Militari allertati a seguito dei numerosi episodi denunciati tra Celano, Aielli, Cerchio e Collarmele. Tre uomini e una donna si erano presentati alla porta di numerose abitazioni chiedendo denaro in beneficenza per l’acquisto di fantomatici tamponi per il coronavirus.
«Ricordiamo a tutti i cittadini, e in particola modo agli anziani», sottolinea l’Arma, «che nessuno è autorizzato a raccogliere denaro o effettuare tamponi a domicilio per il coronavirus. In questi casi bisogna sempre diffidare, non consentire l’accesso agli estranei all’interno della propria abitazione e segnalare immediatamente il fatto al numero di pronto intervento 112».
Ma anche il web non fa eccezione in quanto a truffe. Ci sono per esempio le mail fraudolente che attirano l’attenzione parlando del coronavirus, ma in realtà nascondo trappole informatiche in grado di infettare il computer o lo smartphone e di carpire i dati sensibili, come quelli di accesso al conto corrente. Qui non c’entrano nulla gli acquisti, ma serve cautela per non agire d’istinto, evitando di aprire messaggi sospetti che sono abili grimaldelli per rubare dati. Come quello che circolava ultimamente, con un testo firmato da tale Penelope Marchetti, una sedicente collaboratrice dell’Organizzazione mondiale della sanità. (r.rs.)
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