L’Avis: l’ospedale non si sacrifica

2 Aprile 2017

Anche le associazioni si schierano dopo la grande protesta a Pescara

POPOLI. L’ospedale di Popoli non si tocca. Il giorno dopo la manifestazione a Pescara in difesa del Santissima Trinità, anche le associazioni si schierano in attesa dell’incontro tra il comitato Avanti tutta e il presidente della Regione Luciano D’Alfonso fissato per il 7 aprile alle 8 a Pescara.

Di «posizione geografica strategica che è una garanzia per gli utenti» parla il vice presidente dell’Avis Tocco Agostino Zazzara: «L’ospedale è storicamente composto da eccellenze mediche e strumentali, come si fa a pensare di privarsi di una simile realtà sanitaria?». Per Antonello Ferrari, responsabile dell’associazione Giovanni Paolo II di Bussi «chiudere l’ospedale di Popoli, che copre un bacino di utenza forse di 70 mila persone, significa andare ad allungare le liste di attesa di ospedali più grandi come Pescara».

Di «disegno criminoso» e «strategie folli» parla il sindaco di Scafa, Maurizio Giancola che punta i riflettori su un altro aspetto della questione: «Non solo l’ospedale di Popoli ma anche i distretti sanitari sono a rischio. Quello di Scafa è stato da sempre una eccellenza, molto frequentato da una vasta utenza, ma ora lo stanno svuotando ed è a rischio chiusura. Ci domandiamo: a chi giova tutto questo?». Il sindaco di Popoli, Concezio Galli, è quasi sfibrato dalla battaglia che sta portando avanti da mesi e mesi con la sua comunità, e con quelle vicine, per salvare l’ospedale: «Ci vuole rispetto per i cittadini e buon senso».

Alla manifestazione hanno partecipato anche i lavoratori della Gran Guizza, azienda di imbottigliamento delle acque minerali che si trova nelle vicinanza del presidio ospedaliero, a sostenere la protesta del comitato Avanti tutta. Le rappresentanze sindacali Vittorio Giangiulio, Antonio Casciano e Mirco Antonucci raccontano di un episodio di salvataggio avvenuto nei giorni scorsi: «Un operaio di una ditta esterna ha avuto un malore improvviso e piuttosto critico. Se non ci fossimo trovati a pochi metri dall'ospedale, dove si trova la nostra azienda, quell’uomo avrebbe rischiato la vita». «La tempistica salva le persone», dice Marianna Forcucci, studentessa del liceo scientifico di Popoli. (c.c.)

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