«L’azienda è in crisi, mi uccido»: salvata

10 Maggio 2018

Città Sant’Angelo: una donna disperata ha contattato il 112 e ha cominciato a bere alcol. È stata soccorsa dai carabinieri

CITTÀ SANT’ANGELO. In preda alla disperazione ha alzato il telefono, composto il numero 112 e annunciato all’operatore dei carabinieri che di lì a poco si sarebbe uccisa. Si è limitata a spiegare i motivi del suo malessere profondo e cioè i problemi economici dell’azienda di cui si occupa e le preoccupazioni familiari. Poi ha interrotto la conversazione.
Da quel momento gli uomini dell’Arma della compagnia di Montesilvano, coordinati dal tenente Donato Agostinelli, si sono industriati per risalire alla giovane donna, rintracciarla e fermarla prima che fosse troppo tardi. Ci sono riusciti: l’hanno trovata nella sua azienda e, dopo aver parlato con lei per circa un’ora, l’hanno convinta a ripensarci.
È successo tutto martedì pomeriggio a Città Sant’Angelo. L’arrivo dei carabinieri è stato provvidenziale per la donna che è stata assalita dallo sconforto e ha pensato di non avere più la forza necessaria per andare avanti, schiacciata da problemi economici e familiari. Prima e dopo aver contattato i carabinieri ha bevuto alcol in quantità.
Pensava che un possibile coma etilico l’avrebbe uccisa o quanto meno l’avrebbe addormentata, senza provare dolore. Ed è stata trovata completamente brilla dai carabinieri.
Una volta ricevuta la telefonata, gli uomini del Radiomobile sono risaliti alla sua azienda e l’hanno cercata lì. Era seduta al posto di lavoro, al buio. Ed era parecchio alterata dall’alcol, al punto da chiedere di essere arrestata. Inizialmente non voleva sentire nessuno. Ma sono rimasti con lei a lungo: l’hanno rassicurata e quindi convinta, un po’ per volta, a mettere da parte il suo progetto di farla finita, dandole una serie di motivazioni per non lasciarsi andare. È stato il personale del 118 a occuparsi subito dopo della donna. (f.bu.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.