L’emergenza idrica non si arresta «Miglioramenti solo a fine mese»

12 Ottobre 2021

Con l’abbassamento delle temperature il fabbisogno è sceso e la pioggia sta ricaricando le sorgenti Brandelli (Aca): «La situazione è più favorevole, però è prematuro dire che siamo fuori dalla crisi»

PESCARA. Si abbassano le temperature, il fabbisogno e quindi il consumo di acqua si riducono e poi, con le piogge abbondanti, l’acqua potabile viene usata meno per l’irrigazione. Insomma cominciano a crearsi le condizioni per superare l’emergenza idrica che questa estate ha messo in difficoltà migliaia di famiglie, in provincia di Pescara (e non solo) per via delle chiusure dei serbatoi disposte dall’Azienda consortile acquedottistica. La situazione degli ultimi giorni fa immaginare il ritorno alla normalità per fine mese.
«Al momento l’acqua di cui disponiamo è più calibrata sul fabbisogno locale e la situazione sta migliorando rispetto alle settimane passate ma è prematuro dire che siamo fuori dalla crisi», dice Giovanna Brandelli, presidente dell’Aca. E lo dimostra il fatto che le chiusure notturne dei serbatoi proseguono in molti comuni, come annunciato proprio dall’Aca nei giorni scorsi. Ma oltre ad annunciare le chiusure, stavolta l’Azienda ha fatto sapere che c’è la possibilità di non bloccare i serbatoi nelle date prestabilite, ma tutto dipende dalla quantità di acqua disponibile di volta in volta.
«Viste le condizioni meteo attuali e dei prossimi giorni, che potrebbero determinare un incremento di portata delle sorgenti anche significative, si precisa che potrebbero verificarsi variazioni migliorative che di volta in volta verranno comunicate», si legge infatti nella nota del direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello ai sindaci di alcuni dei comuni interessati dalla carenza idrica.
La pioggia, spiega sempre Brandelli, «aiuta nelle zone di ricarica delle sorgenti» e, in caso di «bombe d’acqua, il miglioramento si avverte» anche su un altro fronte «perché, se piove, l’acqua potabile non viene usata nell’irrigazione». Ma c’è un altro elemento di non poco conto: «bisogna anche vedere se i consorzi riprenderanno l’erogazione regolare» e per ora non è ancora accaduto, a quanto pare.
Ma la pioggia di questi giorni non è sufficiente a superare carenze vecchie di anni. «Veniamo da due anni senza neve, esattamente come era avvenuto nel 2007-2008. All’epoca, però, non c’era il Covid, quindi i consumi erano inferiori» ad oggi. Se continuerà a piovere e se non ci saranno problemi particolari, come le frane che rischiano di danneggiare le reti, «spero che si uscirà dall’emergenza per fine mese», prosegue Brandelli che mette in evidenza un altro problema, legato alle precipitazioni. «La nostra rete è fragile e risente delle fragilità del territorio per cui, in caso di precipitazioni abbondanti, possono verificarsi delle frane, con la compromissione delle condotte idriche, per cui si rendono necessari degli interventi» e anche in questo caso ne risentono gli utenti. Intanto continuano i lavori a Bussi, per aumentare la disponibilità di acqua.